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Livorno, la rimonta sbagliata

Livorno, la rimonta sbagliata

Schiattarella si fa espellere e il Varese va a nozze. Dalla curva ancora cori contro Spinelli

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di Alessandro Bernini

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E al quinto schiaffo, il Livorno andò al tappeto. Stavolta niente "remuntada", il marchio di fabbrica di Madonna nelle sue precedenti quattro partite. Passa il Varese 3-1 sotto la neve, lasciando solo rabbia a quel migliaio di persone-findus che meriterebbero un abbonamento gratis solo per essersi presentate allo stadio in una serata del genere. Con tanti ringraziamenti a chi fa i calendari, geni che meriterebbero di gestire la crisi finanziaria mondiale.

Impegno e Schiattarella. Onestamente c'è molto poco da imputare ai giocatori sotto il profilo dell'impegno. Tutti da assolvere per la volontà (poi ci sono i limiti tecnici, quella è un'alta storia), da bocciare invece Schiattarella che si è fatto espellere al 10' del secondo tempo per una stupida protesta. E' già la seconda volta che accade, l'aveva combinata grossa anche contro il Verona, facendosi dare il rosso diretto per un assurdo calcione a metà campo. Lui è uno che non si tira mai indietro, è quello che esce sempre dal campo più stremato, ma a certi livelli non esiste commettere queste ingenuità. Quel cartellino rosso non ha tolto alla squadra l'orgoglio di provarci, ma l'ha messa in una crisi tattica devastante.

Difesa crac. Poi c'è il problema difesa. E' la sedicesima volta consecutiva che il Livorno subisce almeno un gol, bisogna risalire al 9 ottobre (Albinoleffe-Livorno 0-4) per trovare la porta amaranto immacolata. Ieri, con Knezevic fuori all'intervallo per infortunio, il Livorno è stato costretto a giocare la ripresa con una linea difensiva impensabile: Salviato a destra, Lambrughi e Bernardini centrali, Meola a destra.Dopo aver ceduto Perticone e Miglionico, è evidente che il reparto ha perso altre certezze. E la difesa, per chi lotta per la salvezza, è l'anello più importante. Ieri il Livorno ne ha incassati tre, ma Bardi ha fatto almeno tre interventi strepitosi.

Lo spreco. La chance di uccidere la partita, o comunque di indirizzarla sui binari giusti, il Livorno l'ha avuta nel primo tempo. Perché il rigore concesso al 20' per fallo di mano sul passaggio di Schiattarella (netto) è stato un assist perfetto. Bravo dal dischetto Paulinho: palla bassa, angolata, imparabile.Qui, come a Nocera, il Livorno è stato incapace di far tesoro del vantaggio. Palla al centro e dopo due respiri il Varese aveva già pareggiato, con un bel diagonale di De Luca lasciato tutto solo sulla nostra corsia di sinistra. Frittata scaldata e servita calda sotto la neve al 37', quando Troest di testa (sempre solo sul secondo palo, tanto per cambiare) ha firmato il 2-1 dopo un angolo. L'espulsione di Schiattarella a inizio ripresa (protesta plateale con pallone gettato via, già ammonito) è stato un colpo mortale al cuore. Eppure il Livorno ci ha provato fino in fondo, o almeno fino al gol del 3-1 arrivato al 37' ancora con Troest.

Madonna c'aveva provato inserendo anche Bernacci, mossa inutile. E così il Varese allunga la sua serie, questa è la quinta vittoria nelle ultime sei partite. Ora hanno preso anche Granoche e Plasmati, tanto per rendere l'idea.

Il Livorno resta a 26 punti e ci sarà da soffrire ancora tanto. Ora Madonna deve far assorbire bene questo colpo, la squadra è già abbastanza fragioe di suo e non c'è certo bisogno di farsi prendere dallo sconforto.

La contestazione. In curva ancora contestazione contro Aldo Spinelli. E nel secondo tempo solo cori ai giocatori che hanno fatto la storia recente del Livorno, da Protti a Diamanti, da Doga a Ruotolo, passando addirittura per Tonino Martino, finendo naturalmente con "Jaconi Vodz". Non si vive di ricordi ma in questo momento aiutano a vivere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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