Gioco
Libertas, ora si fa dura ma è vietato arrendersi Us Livorno, che grinta
LIVORNO Chissà se Bernardini di Siena ha temuto gli anatemi di Don Baronti, per fischiare quel fallo contro la Libertas, a centrocampo, a 4 decimi di secondo dalla fine. Certo che questa volta il...
LIVORNO
Chissà se Bernardini di Siena ha temuto gli anatemi di Don Baronti, per fischiare quel fallo contro la Libertas, a centrocampo, a 4 decimi di secondo dalla fine. Certo che questa volta il mitico “Don Bifolchi” non avrà avuto di che lamentarsi della direzione arbitrale: trovare un arbitro che, in trasferta, ti fischia un fallo a favore lontanissimo dal canestro a meno di mezzo secondo dalla sirena finale non è cosa di tutti i giorni.Detto questo, va anche detto che mai come questa volta, per la Libertas, è tornata a mente la celeberrima mucca di Nikolic, quella che dopo aver riempito con tanta fatica un mastello di buon latte, le dava un calcio e rovesciava tutto.
Una rimonta quasi impossibile, partendo dal –11 contro una squadra, Bottegone, che stava giocando francamente meglio. Tre volte sbagliato il pallone del sorpasso e ancora un –5 a poco più di un minuto dalla fine. E invece quella tripla di Bargelli (che bella la corsa verso moglie e figliolino per l’immancabile dedica) e gli ospiti che ti regalano gli ultimi 5” di possesso. Sarebbe stata una vittoria del cuore e della fatica e non certo del bel gioco, ma non per questo meno preziosa e comunque non immeritata, perché non è facile per nessuno arrivare a giocarsi un finale punto a punto quando in un quarto (nella circostanza il secondo) hai segnato la miseria di 6 (sei) punticini. Ora con San Vincenzo che ha triturato Cus Siena e scappa via a 6 punti di vantaggio più la vittoria già ottenuta a Livorno, l’unico obiettivo realisticamente perseguibile sembra essere ora quello di evitare il penultimo posto, quello della retrocessione diretta.Felicissimi di essere smentiti, se del caso.
Us Livorno. I complimenti non fanno classifica, si è detto mille volte. Ma questa volta l’Us Livorno se li merita tutti, per il piglio col quale è andata a affrontare l’”impossibile” trasferta di Venturina. E invece, a ennesima conferma che nel basket impossibile è solo un aggettivo, la vecchia Unione, senza Monteanu, Vaccai e Catania ha fatto tremare la vicecapolista, restando sempre aggrappata alla partita e finendo per cedere per scarto minimo.Giovandosi, va detto, di un Paolo Orsini stellare: alla sua prima partita stagionale, alla tenera età di anni 41, il tuttofare amaranto ha scritto 26 e sono altrettanti messaggi di speranza per il prosieguo del campionato. Ma ora attenzione a non pagare più dazio alle squalifiche. L’Us non può più permetterselo.
Francesco Parducci
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