Gioco
Livorno, due partite e Sarni vuole il club
Incontro fra Spinelli e Pieroni: dietro c’è il re degli autogrill
di Renzo Marmugi
LIVORNO
Stasera contro il Varese si gioca per restare in serie B, in settimana il Livorno società giocherà la partita del suo futuro. Perché ieri mattina all’hotel Principe di Piemonte a Milano c’è stato finalmente il rendez vous fra il presidente Spinelli e la cordata rappresentata da Ermanno Pieroni, e il feeling si è acceso. Al punto che entro sabato i rappresentanti del gruppo romano intenzionato a rilevare il pacchetto azionario andranno a Genova per stringere i tempi, parlare di numeri e di scadenze.
La giornata. Aldo Spinelli è salito nel capoluogo lombardo per seguire personalmente le ultime ore di mercato insieme al direttore sportivo Elio Signorelli e questa volta il maltempo e i voli cancellati non ci hanno messo lo zampino. Dunque Pieroni si è presentato all’appuntamento col presidente insieme a Antonio Esposito, referente tecnico della cordata che vorebbe acquisire la proprietà del Livorno. Esposito da tre anni è presidente del Città di Marino, rilevato in Promozione e portato in serie D con due promozioni consecutive. «Ora - dice Pieroni - è secondo in classifica a tre punti dalla Salernitana di Lotito e l’ha già battuta nello scontro diretto. Fra l’altro nel Marino gioca un fortissimo attaccante classe 1990, Angelilli, seguito già da mezza Italia. Esposito poi detiene delle quote ed è anche direttore generale de La Valletta Fc, club della serie A maltese, che ha disputato i preliminari di Champions League. Un uomo di calcio, insomma, che nella vita privata possiede trenta negozi Wind nel Lazio e ha attività imprenditoriali nel ramo edile. E’ lui il referente tecnico di un ventaglio di persone tra le quali spicca Teodoro Sarni, nome importante nel settore degli autogrill con 1500 dipendenti».
Le conclusioni. «L’incontro - sottolinea Pieroni - è stato positivo. Spinelli ci ha spiegato le trattative in atto sul fronte dei giocatori e i contatti in corso in questi ultimi due giorni di mercato. L’ho visto sereno, lui come Antonio Esposito. Esiste un reciproco interesse perché questa trattativa vada in porto, ma non c’è fretta. Il prossimo step è una visita a Genova negli uffici del presidente per parlare di numeri e approfondire il discorso economico, cosa che avverrà entro la settimana. E da questo momento, ora che le parti si sono già incontrate, il mio compito praticamente si esaurisce, il dialogo proseguirà direttamente con Antonio Esposito e le persone da lui rappresentate. Il Livorno nel calcio italiano è una società di prestigio, un patrimonio da salvaguardare. Spinelli vuole passare la mano, ma lasciando la società nelle mani giuste. E io vi garantisco che questo è un gruppo serio, con potenzialità economiche di tutto rilievo e soprattutto pieno di entusiasmo».
Chi è Sarni. Gli inizi del gruppo risalgono ai primi anni Settanta, quando i cinque fratelli Sarni (Alessandro, Antonio, Potito Nicola, Teodoro, Carmine), originari di Ascoli Satriano (Foggia) ma residenti in Abruzzo, avviarono tutti insieme l’attività di distribuzione carburanti e di gestione di bar, ristoranti e self service nella rete autostradale meridionale. Oggi gestiscono 80 aree di servizio sparse in tutta Italia con 1500 dipendenti e vendono gioielli e oreficerie attraverso la catena Follie d’Oro (150 negozi). Inoltre, attraverso la Finsud, progettano e realizzano centri commerciali occupandosi anche dell’aspetto immobiliare. Teodoro Sarni, classe 1955, è il penultimo dei cinque fratelli. Un nome importante che ha messo gli occhi sul Livorno e nei prossimi giorni dovrebbe uscire allo scoperto per incanalare la trattativa con Aldo Spinelli. Resta da vedere cosa farà la finanziaria Martos, che si era mossa già da tempo sia con le istituzioni cittadine che con lo stesso presidente. La situazione è fluida, ma la cordata Esposito-Sarni ha messo sul tavolo una briscola pesante. La partita continua.
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