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Bene Amauri, ma quant’è bravo Jo-Jo

Dopo soli quattro minuti una magia di Jovetic spiana la strada alla vittoria della Fiorentina sul Siena

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FIRENZE

Neppure la protesta di quei 3-400 tifosi della curva Fiesole rimasti fuori per contestare proprietà, squadra (per la stagione fin qui deludente) e caro-biglietti, neppure la decisione (anche questa un po' intempestiva come quella degli ultrà) dei dirigenti viola di lasciare vuota la prima fila della tribuna autorità in polemica col clima ritenuto troppo ostile (da parte di istituzioni, media e tifosi) avvertito nei loro confronti in città nelle ultime settimane, specie dopo il ko interno col Lecce, neppure un Franchi desolatamente sempre più vuoto (neppure 4000 paganti) hanno impedito alla Fiorentina di far suo il derby e tirare un po' il fiato tornando a conquistare posizioni di classifica più consone.

Ha fatto bene ai viola il ritorno di Jovetic (e su questo non c'erano dubbi) che dopo il forfait a Cagliari ha ripreso a volare e a segnare: gli sono bastati appena quattro minuti per poter sfondare la tutt'altro che impeccabile difesa senese e raggiungere quota 10 reti in campionato.

Un bel traguardo ma il montenegrino non intende fermarsi e intanto spiega la sua polemica esultanza: «L'ho fatto - ha spiegato - per zittire tutti quelli che dopo la mia assenza a Cagliari hanno detto che ho una soglia del dolore molto bassa. Io ho sempre dato tutto per questa maglia».

Ha fatto bene alla Fiorentina l'arrivo di Amauri: l'italo-brasiliano, partito titolare dopo soli tre allenamenti con la sua nuova squadra, è rimasto in campo per 83' più che convincenti considerando che l'ultima gara giocata risaliva al 23 aprile 2011 ed è uscito acclamato dal pubblico. Ad applaudirlo anche i neo acquisti El Hamdaoui e Guido Pizarro (ufficializzata ieri dal Lanus la sua cessione ai viola) presenti in tribuna.

Amauri si è battuto, s'è fatto applaudire per una spettacolare rovesciata, per un colpo di testa che ha costretto Pegolo ad una super parata, per alcuni pregevoli spunti.

Fino al quasi-gol al 18' della ripresa quando in mezzo all'area, sulla punizione di Montolivo, ieri autentico trascinatore, è saltato insieme a Natali finchè il pallone è carambolato in rete per il momentaneo 2-0, risultato più che meritato dalla squadra di Rossi al cospetto di un Siena insolitamente poco combattivo e mai incisivo (un solo tiro, al 25' del secondo tempo, con Del Grosso parato da Boruc). Forse i bianconeri erano appagati dalla conquista della semifinale di Coppa Italia e di sicuro si sono rivelati ben al di sotto delle aspettative dei suoi tifosi che al derby tengono moltissimo e che mai hanno visto la loro squadra vincere a Firenze.

Di qui la delusione a fine gara con slogan contro la società sollecitata a spendere. Tornando al quasi-gol di Amauri, l’italobrasiliano ha esultato come se avesse segnato lui ma il quarto uomo e le immagini tv hanno assegnato la rete a Natali, al suo primo sigillo in viola in questo campionato.

E lo stesso tecnico viola è parso soddisfatto: «Amauri ha sorpreso anche me, d'altronde quando si è un grande giocatore con la testa si arriva dove non arrivano le gambe. La squadra ha bisogno di punti di riferimento, non di pali della luce».

Il tutto aspettando che si sblocchino la pratica-passaporto di Pizarro e la pista-Olivera, mentre Cerci pare vicino al Genoa e Munari a Samp o Cesena. E il Siena? Ha contestato durante e dopo per un rigore non dato su un contatto Pasqual-Brienza quando la gara era ancora sull'1-0 fino ad accorciare con Calaiò ancora su rigore per plateale mani di Nastasic al 44'. Troppo tardi.

Brunella Ciullini

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