Gioco
Resistere alla Nocerina per scacciare i fantasmi
Trasferta delicata in casa del fanalino: una vittoria può scavare il primo solco Filkor bloccato dall’influenza, al suo posto Remedi. E Dionisi parte titolare
di Alessandro Bernini
INVIATO A NOCERA
Un viaggio lungo, infinito, quasi 700 km a bordo del pullman per una sfida delicata, delicatissima. Perché quello di oggi contro la Nocerina è un vero e proprio scontro diretto: se va bene si scava un primo solchetto con chi sta dietro, se va bene si torna risucchiati nel girone infernale.
I flash dell’andata sono ancora freschi. Un tonfo imprevisto, dopo due grandi risultati (vittoria a Crotone, pareggio in casa contro una Samp che ancora non aveva mostrato i suoi guai), una sconfitta che lanciò un primo segnale d’allarme. In quei giorni, erano i primi di settembre, dentro il cuore c’era la speranza di poter puntare il Ton Ton verso i playoff, in realtà poi la macchina amaranto iniziò a sbandare di brutto.
Adesso siamo un po’ tornati in carreggiata. Tre partite con Armando Madonna, due pareggi esterni e una vittoria in casa. Onestamente era impossibile sperarare di meglio, anche perché una di queste trasferte era in casa della Sampdoria. Purtroppo però in questi giorni si è parlato davvero poco di calcio giocato, travolti dal caso-società e da un mercato che rischia di sradicarci uno dei pezzi da 90 ovvero Federico Dionisi. Comunque al momento abbiamo un attaccante da panchina in più (Bernacci, prima non c’era nessuno) e due difensori forti in meno (Perticone e Miglionico), mentre la partenza di Genevier onestamente ha solo tolto un numero dalla lista dei tesseerati.
Madonna ha preso atto, lui lavora con quello che ha a disposizione. E oggi purtroppo dovrà fare a meno di uno degli uomini più in forma, ovvero Attila Filkor. L’ungherese è rimasto a casa dopo una settimana trascorsa tra termometri e antibiotici, al suo posto è probabile l’utilizzo di Remedi. Comunque pronti per l’uso ci sono anche Belingheri (che a Madonna piace come centrale di centrocampo) e Barone.
In un campo come quello di Nocera, conta comunque più la testa e il cuore che non i nomi o il modulo. Se ti metti il vestito gessato, rischi le bastonate; meglio una bella tuta blu, simbolo di lotta. Servirà un Livorno quadrato e tosto come a Genova, magari meno sprecone in zona gol. Dionisi e Paulinho (coppia titolare) hanno dato un po’ di Vetril sul mirino, Luci in mezzo al campo sarà il cuore pulsante, in difesa Knezevic dovrà guidare i compagni. Tutti pronti per la battaglia. Avanti Livorno.
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