Gioco
Il notaio ha deciso di scendere in pedana
Dal 1950 al fianco del Fides, ora Mario Miccoli diventa presidente. «Tenderò la mano a tutti i circoli»
LIVORNO
Nelle sue vene scorre un buon cinquanta per cento di sangue Montano e dei 120 anni di storia del Circolo Fides lui ne ha passati all'interno più della metà tra pedane calcate e assalti visti da socio. Credenziali più che sufficienti per sedersi sulla poltrona presidenziale del circolo più medagliato al mondo per il notaio Mario Miccoli.
«Era il 1950, avevo appena sei anni, quando il Circolo Fides apriva i suoi cancelli in via Roma. E io ci misi subito piede», spiega da dietro la scrivania del suo studio di piazza Attias il notaio Miccoli fresco di nomina. L'assemblea dei soci si è infatti riunita lunedì sera per eleggere il nuovo presidente accogliendo le dimissioni per motivi personali di Andrea Bichisecchi e dando l'onere e l'onore di presiedere il circolo di via Allende a un nome di sicuro prestigio e a un uomo che ha sempre tenuto con successo la barra dritta del timone della sua vita.
«Voglio prima di tutto fare i complimenti a chi mi ha preceduto e sottolineare che per me Andrea Bichisecchi è stato il miglior presidente del Fides della storia. Entrando qui ho trovato una situazione pulita sotto tutti i punti di vista: economica, societaria e umana. Bichiesecchi ha fatto tantissimo per questo Circolo e la conditio sine qua non affinché io accettassi l'invito fattomi dagli amici Luciano Barsotti e Alberto Picchi, è che Bichisecchi rimanesse attivo all'interno del consiglio. Così è stato e così eccomi qui».
Un'avventura nuova per lei. Cosa si aspetta?
«Questo è un anno importante in cui si accenderà la fiaccola olimpica a Londra. Al di là di questo dobbiamo lavorare per il futuro, per aumentare il bacino di utenza e lo spazio agonistico a disposizione».
Un ampliamento del Circolo in via Allende?
«E' da tempo che ne parliamo aspettando che ci siano le situazioni favorevoli per attuare un piano di ristrutturazione della palestra e della struttura societaria. Vediamo cosa potremo fare in questo senso».
Obiettivi?
«Gli obiettivi sono chiari e vorrei che lo fossero anche per tutti i soci e i genitori. L'humus per diventare dei campioni nel Fides c'è. C'è sempre stato. Ma quello che a noi preme di più è far diventare i nostri ragazzi dei veri sportivi che abbiano ben chiari i veri valori di questo sport come la lealtà, l'onestà. Ci teniamo affinché siano dei ragazzi puliti dentro. Tutto il resto vien da sé».
Anche grazie all'ambiente che hanno dintorno. E' così?
»Esatto. Proprio per questo voglio che tutte le scelte del consiglio siano condivise dai genitori. Tutti devono sapere in che direzione stiamo andando e quale rotta intraprenderemo. Voglio che sia ancora più saldo il rapporto con genitori-soci-atleti affinché sempre di più si diventi un'unica cosa, un unico corpo che agisce simultaneamente verso un obiettivo condiviso. Lunedì ci sarà la prima riunione dei soci sotto la mia presidenza, riunione nella quale verranno assegnate le altre cariche e presentati nuovi soci. Tra questi mi pregio di aver riportato tra le fila del Fides uno come Carlo Montano che di scherma sicuramente ne ha vista e di passione ne ha da vendere».
Pensa che le scissioni che si sono state nel recente passato possano aver influito negativamente sull'ambiente?
«Sono sincero, non credo. Qualcuno ha voluto intraprendere un cammino differente anche per motivi personali ma non escludo che in futuro si possa ritornare a collaborare insieme. Noi vogliamo tendere la mano agli altri circoli della città. Non dico ricucire gli strappi in maniera totale ma credo che si potrebbe prevedere di fare degli allenamenti congiunti affinché ci sia uno scambio di esperienze e valori sportivi. Noi tendiamo la mano, poi starà agli altri eventualmente ritirarla. E' uno sport che non vanta un numero enorme di tesserati. Sarebbe stupido non provare a collaborare tutti insieme, no?».
Con che spirito si approccia a questa esperienza. Sarà un presidente presente?
«Certo che sarò presente. Lo spirito è quello di una persona che si cimenta ad affrontare un'avventura con il massimo impegno e con la massima passione come è solito essere nel mio carattere. Altrimenti, se non avessi questo sentimento che mi anima, avrei volentieri declinato l'offerta».
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