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Nuoto Livorno a Johannesburg

Nuoto Livorno a Johannesburg

Prosegue la preparazione in Sudafrica dei 12 atleti in vista degli assoluti italiani e delle Olimpiadi

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di Andrea Masini

LIVORNO

Prosegue a gonfie vele l'avventura della prima squadra del Nuoto Livorno in quel di Johannesburg, la capitale del Sudafrica, località scelta dalla società residente ai Tre Ponti per dare inizio alla preparazione che sfocerà a marzo (per l’esattezza dal 6 al 10) nei campionati italiani assoluti primaverili di Riccione.

Sarà quello il primo banco di selezione per tutti i ragazzi impegnati in vista delle attesissime Olimpiadi di Londra.

Duro lavoro. Tre settimane all'insegna del duro lavoro in altura (si lavora a una quota di 1800 metri) per la comitiva guidata da Corrado Rosso e composta da ben 12 atleti.

I livornesi impegnati in Sudafrica rispondono ai nomi di Alessandro Masini, Stefano Bechelli, Nico Manaoussakis, Federico Turrini, Niccolò Beni, Andrea Gandolfi, Silvia Florio, Giulia Olmastroni, Chiara Boggiatto, Marco Castellini, Federico Franciolini e Gabriele Landini, ai quali si è aggiunto il greco Ioannis Drymonakos.

Ventuno giorni di fatiche che termineranno venerdì prossimo nell'Invitation Meet di Durban, in attesa di consumare il tapering a livello del mare, proprio tra le corsie della piscina Camalich. Insomma, il Nuoto Livorno fa sul serio davvero e punta ad ambiziosi traguardi.

Il tecnico. «Allenarsi a tali altitudini è a dir poco massacrante - ha spiegato il tecnico livornese Rosso - ma l'umore dei ragazzi è alto e nonostante alcuni piccoli acciacchi nessuno si è mai tirato indietro, anzi. Li vedo allenarsi ad un’intensità clamorosa e questo non puà che farmi piacere. Tra pochi giorni, inoltre, testeremo la condizione a Durban, anche se il mirino naturalmente è puntato sui trials italiani, che sono il nostro obiettivo del momento».

Litri di sudore versati in vasca, ma pure qualche ora dedicata allo svago che la Nuoto Livorno ha sfruttato per visitare il meraviglioso Lion Park alle porte di Johannesburg, la miniera di diamanti e la piazza intitolata a Nelson Mandela.

Non solo fatica, dunque, ma anche l’occasione di vedere le meraviglie della terra sudafricana. Un’occasione da non lasciarsi scappare.

De Memme. Dall'altra parte del globo, in questo caso negli Stati Uniti, a Flagstaff in Arizona, invece, Martina De Memme sta ultimando il collegiale con le colleghe della 4X200 stile libero, Pellegrini compresa. «Nuotare tre settimane a 2100 metri di altitudine non può che far bene e quindi spero con tutto il cuore di arrivare pronta agli assoluti – spiega la De Memme - In palio c'è un treno che spesso passa una volta nella vita ed io voglio salirci a qualsiasi costo».

La nuotatrice livornese ammette una sua piccola debolezza in questo momento di grande sforzo negli Stati Uniti. «Se ho nostalgia di casa? Un pochetto - ammette - ma un ciclo di tre settimane si sopporta alla grande, soprattutto all'interno di un gruppo che non ti fa mai mancare il sorriso e la voglia di divertirsi».

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