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Spinelli, così non va i tifosi organizzano un sit-in di protesta

Spinelli, così non va i tifosi organizzano un sit-in di protesta

Tutti chiedono che il presidente passi veramente la mano Appuntamento oggi alle 17,30 sotto la sede del Livorno

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di Fabrizio Pucci

LIVORNO

Quanto costa il Livorno? E' gratis o sul cartellino c'è scritto cinque milioni? Prezzo modico o elevato? E' il tormentone invernale con il copyright di Aldo Spinelli. In mezzo ci sono la squadra, impegnata nella difficile corsa alla salvezza, e i tifosi che loro malgrado assistono all'ennesimo, stucchevole balletto. E proprio gli sportivi, quelli che hanno davvero il sangue colorato di amaranto, commentato la situazione kafkiana della loro squadra del cuore.

Il primo a parlare è Federico Vasta: «Non venitemi a dire che Spinelli vuole vendere - afferma - perché non ci credo. E per giunta la cessione dovrebbe essere a titolo gratuito. Gratis è morto da parecchio tempo. Il futuro? All'orizzonte vedo una tristezza infinita. Un piattume ancora più mortificante di quello degli ultimi due anni».

Categorico Ivano Pozzi: «Mi riconosco nella lettera dei tifosi di alelivorno.it e che avete pubblicato. Spinelli ha fatto grandi cose, ma adesso ha fatto pure il suo tempo. E' il momento di cambiare. Il disamore dei tifosi non è stato causato esclusivamente da lui, ma in gran parte sì. La cessione gratis? Non ci ho mai creduto».

Valeria Martelli non è tenera nel confronti del patron del Livorno: «E’ la solita messinscena di ogni anno. Periodicamente il presidente si sveglia e ci racconta questa favola. Sono molto preoccupata per il futuro che vedo grigio. Anzi. Nero. E il giochino di alzare il prezzo è poco divertente».

L'analisi di Marco Fedeli è precisa e puntuale: «A questo giro a Spinelli è andata male. Ogni anno dice che vuole vendere, ma spera che nessuno si presenti in modo da essere 'costretto' ad andare avanti. Stavolta, invece, si sono presentati ben tre gruppi che di fatto l'hanno messo con le spalle al muro. Il suo è un giochino snervante. Il problema è che abbiamo preso una pessima china. Se non retrocediamo quest'anno lo facciamo l'anno prossimo. Perché la politica di Spinelli ci conduce nel baratro. A meno che non decida di mettere mano al portafoglio. Eventualità remota».

C'è chi per commentare la situazione amaranto apre addirittura i libri di storia. Lo fa Roberto Terreni: «Penso che Spinelli ci riporti da dove ci ha preso. Più o meno si sta comportando esattamente come fece a Genova. Regalò ai tifosi rossoblù Aguilera, Eranio, Branco, Skuhravy e una semifinale di Coppa Uefa. Eppure pochi anni dopo la gradinata nord espose il cartello 'Spinelli vattene'. Un motivo ci sarà. La penso come gli sportivi del Club Milano Amaranto: grazie di tutto, ma ora basta. Il prezzo in continua salita? Mi sembra una presa in giro».

La tifosa Rita Cardini non usa mezze parole: «Siamo in caduta libera. Il ciclo è finito. Abbiamo bisogno di chiarezza e non di giochini al rialzo. Il Livorno siamo noi. Il Livorno è dei tifosi e della città. Adesso dobbiamo sostenere la squadra affinché centri la salvezza. La maglia va avanti a tutto. Ringrazio Spinelli, ma è arrivato il momento di dividere la sua strada dalla nostra».

Chiarezza è la parola chiave anche per Giovanni Ignudi: «Siamo stanchi di questi discorsi. Spinelli deve essere chiaro una volta per tutte: vuole vendere? Che lo faccia, ma senza cambiare idea ogni giorno sul prezzo. Se invece intende restare, che gestisca al meglio la società. Non sul piano del bilancio, ma su quello delle ambizioni. Una stagione triste come questa fa passare la voglia di andare allo stadio».

Massimo Bonaccorsi valuta il lato economico-imprenditoriale della faccenda: «Per me Spinelli non vende. La parola 'gratis' era solo per attirare l'attenzione. Sta solo puntando ad avere più peso in porto per la sua attività. Se avrà, per esempio, una banchina, vedrete che rimarrà più volentieri. Insomma: sta cercando di ottenere qualcosa dal Comune».

La protesta. Tutti quelli che vogliono bene al Livorno sono convocati oggi alle 17,30 in via Indipendenza sotto la sede della società amaranto per un sit-in di protesta contro il presidente organizzato dai tifosi della curva, ma aperto a tutti: supporters degli altri settori dello stadio e organizzazioni del tifo.

Mercato. Intanto il 31 gennaio si avvicina e il mercato amaranto è fermo allo scambio Perticone-Bernacci con il Modena. Il pericolo (concreto) è che Spinelli decida di fare come negli ultimi anni della sua gestione, cioè aprire il supermarket ed eventualmente cedere anche qualche pezzo pregiato. Dionisi è sempre in cima ai pensieri del Padova, che però offre Vantaggiato come contropartita, visto che a giugno l’attaccante rientrerà alla base dal prestito di Bologna e con il presidente veneto il feeling è deteriorato. Ma Vantaggiato ha un contratto fino al 2014 a 510mila euro netti a stagione. Un ingaggio fuori mercato per la serie B e anche per il bilancio del Livorno. Dunque sarebbe inutile cedere anche la metà di Dionisi a 3 milioni se poi ti devi far carico di un contratto così oneroso. E allora speriamo che a partire alla fine non sia proprio Paulinho Sarebbe un colpo duro alle certezze del gruppo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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