Gioco
Pieroni alza l’offerta da portare a Spinelli
Per rilevare il Livorno metterà sul piatto anche 2 milioni per gli arretrati. Intanto resta in bilico il futuro di Dionisi
di Alessandro Bernini
LIVORNO
Come canta Caparezza, “da qua se ne vanno tutti”. A noi resta la “Malinconia” per una situazione societaria poco gratificante: un presidente che se ne vuole andare, acquirenti che non riescono a entrare.
L’offerta di Pieroni. Usciti di scena il gruppo Martos (che però sotto sotto continua a tener vivo il proprio progetto) e la Ifigest-Galante, adesso resta in piedi soltanto il gruppo legato a Ermanno Pieroni. L’appuntamento sarà per domani mattina negli uffici di Aldo Spinelli, ma c’è una importante novità di queste ultime ore. Pieroni è stato a Roma dove ha incontrato gli imprenditori che fanno riferimento a lui, ed ha ottenuto l’ok per mettere sul piatto anche 2 milioni per il pregresso. In sostanza: questo gruppo domani andrà a Genova offrendo a Spinelli 2 milioni di euro per le pendenze del passato, più presenterà garanzie bancarie per la gestione della società da qui a fine giugno. In totale andiamo sui 6 milioni e mezzo.
Basteranno? Domanda inevitabile: saranno sufficienti per accogliere le richieste di Aldo Spinelli?
Se ci basiamo su quanto è stato chiesto alla Martos e a Galante-Ifigest, la risposta è più vicina al “no” che al “sì”. Come dichiarato anche da Roberto Giglioli e da Galante, a loro sarebbe stata avanzata una richiesta tra gli 8 e i 10 milioni: 4 per la gestione da adesso a giugno, più 4-6 di arretrati.
Gratis... E per chiarire queste cifre, le dichiarazioni fatte ieri da Fabio Galante sembrano non fare una grinza. Le ripetiamo, perché ci sembra giusto: «Si era sempre parlato di un Livorno concesso “gratis”. Se qualcuno ti regala una macchina e tu accetti, sai di dover provvedere ad assicurazione, bollo, carburante. Ma se poi chi ti regala l’auto vuole anche che tu gli paghi le rate rimaste, allora che regalo è?».
Il nodo è tutto qua. Si può stare a ragionare per ore sulla gestione, sul valore dei cartellini, sui debiti, sul valore del settore giovanile, su tutto: ma in questo tipo di trattativa la parola “gratis” è stata usata fuori luogo.
Parla Pieroni. Comunque per ora Ermanno Pieroni mostra un certo ottimismo: «A noi sono state mostrate delle cifre, e in base a quelle mi sono mosso. Sappiamo dei costi di gestione da qui a giugno e il ragionier Gnecco ci ha parlato di una cifra (2 milioni, ndr) da tirar fuori anche per pendenze precedenti, in base a questi numeri ci siamo mossi e confermo la piena disponibilità a rilevare il Livorno Calcio. Naturalmente la nostra speranza è che le carte in tavola restino quelle».
Insieme a Pieroni saliranno a Genova due imprenditori del suo gruppo. Domani insomma avremo un quadro più preciso di chi c’è dietro a Ermanno Pieroni, sempre che la trattativa vada avanti.
Dionisi e Vantaggiato. La trattativa per uno scambio va avanti. Ieri ne ha parlato ancora Spinelli. «Vantaggiato è un giocatore che mi piace, non capisco perché a Bologna non giochi. Se il Padova me lo dà assieme a 4 milioni di euro siamo a posto, conviene a tutti e due. Ma Vantaggiato chiede quattro anni di contratto con scadenza a giugno 2016. Adesso vediamo, ci possiamo mettere d'accordo, spero di accontentarlo. E poi il Padova vuole Knezevic, solo che lui rifiuta tutti. Foschi sa che Knezevic ha già detto no a diverse squadre di serie A. Quando ci vedremo? Nei prossimi giorni vediamo di metterci d'accordo, stiamo trattando».
La cessione di Dionisi rischia di diventare l’ago della bilancia per il futuro di Spinelli. Perchè incassando 4 milioni come vuole, ecco che Spinelli avrebbe coperto buona parte delle pendenze della società, o se preferite tutta la gestione da qua a giugno. Sarebbe l’inizio del principio “vendere per andare avanti”.
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