Sicurezza
Amaranto, la strada giusta ma c’è una difesa da rivedere
LIVORNO Un weekend lontano dai campi di gioco dopo il venerdì da leoni. Armando Madonna nella pancia dello stadio ‘Ferraris’ ha dato il rompete le righe. Due meritatissimi giorni di riposo per la...
LIVORNO
Un weekend lontano dai campi di gioco dopo il venerdì da leoni. Armando Madonna nella pancia dello stadio ‘Ferraris’ ha dato il rompete le righe. Due meritatissimi giorni di riposo per la truppa reduce dalla piccola impresa di Marassi. Signori: urgono riprove, ma la sensazione è che la squadra si sia ritrovata e forse il peggio è davvero alle spalle.
Scalata. Il pareggio di Genova è stato capitalizzato ieri con i risultati maturati sugli altri campi, in attesa dello scontro diretto tra Brescia e Nocerina. Doloroso solo il successo del Modena a Bari, ma attenzione ai pugliesi che ridendo e scherzando rischiano di essere risucchiati. Sono invece andati a vuoto Albinoleffe, Vicenza, Empoli. Crotone e Gubbio (quest’ultimo nel match con l’Ascoli, altra pericolante). Così adesso sono sette le squadra che leggono la targa dell’utilitaria amaranto. E pensare che metà del primo tempo di Livorno-Crotone sullo 0-1 eravamo terzultimi soli.
La rinascita. Cinque punti in tre partite, ma soprattutto tre rimonte che aumentano in modo esponenziale l’autostima e costituiscono un test probante di affidabilità. Nel 2012 il Livorno si è sempre trovato con le spalle al muro: è accaduto a Grosseto, in casa con il Crotone e l’evento si è verificato pure a Marassi. Ma ha sempre superato l’emergenza, è uscito dall’acqua ed è tornato a respirare a pieni polmoni. Un bel segnale per il prosieguo della stagione.
Che cosa va. La squadra pare rinfrancata. Stava lentamente scivolando verso il baratro, invece non ha mollato. E finalmente ora anche gli episodi girano per il verso giusto. Un esempio? L’errore di Bardi che provocò il primo gol del Brescia all’Ardenza. E il rigore parato dal portierino contro il Crotone. E poi i legni colpiti (anche se casuali) dalla Samp. In piena gestione Novellino (allenatore molto preparato, ma mai baciato dalla buona sorte) quei palloni sarebbero finiti in buca. Il cambio di guida tecnica ha come rotto l’incantesimo. Madonna comunque non è solo un tecnico fortunato. E’ pure bravo perché il Livorno fa cose semplici, ma in velocità. E gli avversari vanno in sofferenza.
Da rivedere. La difesa (o fase difensiva) funziona. Quanto a gol subiti gli amaranto sono sesti in classifica. Eppure c’è un dato fastidioso: il Livorno subisce almeno un gol da 14 giornate consecutive. L’ultima volta in cui la porta è rimasta inviolata risale al 9 ottobre, una vita fa, sul campo dell’Albinoleffe quando fu calato un pokerino ai seriani. Ora si tratta di rimediare.
Fabrizio Pucci
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