Gioco
Don Bosco-Cecina al PalaMacchia febbre alta da derby
Domani sul parquet diversi livornesi anche fra i cugini: sono l’allenatore Campanella, Bertolini, Cappa e Fratto
di Andrea Masini
LIVORNO
Il 2012 non avrebbe potuto cominciare meglio: due vittorie in altrettante uscite, oltretutto conquistate sull’Affrico Firenze e sulla Robur et Fides Sassari, squadra quest’ultima che nei giorni scorsi ha annunciato la propria autoesclusione dal girone A della Divisione Nazionale B.
Una notizia che ha colto di sorpresa l’intero mondo della palla a spicchi e che agevolerà, seppur in minima parte, la missione salvezza di svariate compagini, compreso il Don Bosco: per mantenere la categoria, infatti, occorrerà sedersi almeno sulla quint’ultima poltrona della graduatoria, obiettivo che la società residente al PalaMacchia vuole raggiungere nel più breve tempo possibile, approfittando di un gennaio ricco di scontri diretti. E il terzo, dopo i due vinti appunto contro Firenze e Sassari, è in programma domenica al cospetto del Basket Cecina allenato da Federico Campanella, allenatore nato in via Cecconi sponda Pielle, ma formatosi in seguito sul pianeta Mens Sana Siena.
Concentrato di livornesi anche nel quintetto, con Roberto Bertolini e Tommaso Cappa effettivamente cresciuti nei settori giovanili di Libertas Liburnia e Pallacanestro Livorno, mentre Francesco Fratto vanta un’esperienza proprio nel vivaio donboschino. Ma tra poco più di 24 ore non ci sarà tempo per i sentimenti, Cecina e Livorno navigano appaiate a quota 16 punti e la posta in palio fa gola a entrambe (palla a due alle 18). E a tal proposito è davvero un peccato che Riccardo Tedeschi non potrà contare sul roster al completo, vista la quasi certa indisponibilità di capitan Niccolai (forte contusione al quadricipite) e le non perfette condizioni di Agostini (affaticamento muscolare).
Minuti importanti, dunque, saranno concessi ai giovani Martini e Casagrande (ottimo a Sassari), con Luca Piccini che dovrà confermarsi ad altissimo livello per non far rimpiangere la partenza di Circosta. Perché è su questo gruppo che il Don Bosco vuole puntare, ma sempre con un occhio rivolto al mercato. Scovare il sostituto della guardia romana migrata ad Anagni non è certo una priorità, ma di fronte a delle buone opportunità se ne potrebbe parlare.
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