Toscana
La doppia partita di Genova
Alle 11 Galante va da Spinelli per l’acquisto, alle 20.45 il Livorno prova a fermare la Samp
di Alessandro Bernini
LIVORNO
Quando si dice “il segno del destino”. Succede tutto a Genova, in un venerdì che è tutto fuorché giorno dedicato al calcio. Su un tavolo si decide il futuro della società, sull’altro un pezzetto del futuro sportivo.
Ore 11. L’appuntamento era previsto per le 15, ieri sera è stato deciso di spostarlo alle 11 perché Spinelli ha anche altri impegni di lavoro.
A Genova ci saranno Fabio Galante (sbarcato ieri a Milano di rientro da Miami) e Roberto Giglioli (dirigente della banca Ifigest), sarà un incontro utile soprattutto per chiarire il discorso economico. Il gruppo Ifigest tra l’altro è perplesso sulla valutazione che si dà al Livorno Calcio anche perché il valore dell’investimento dipende tutto dalla categoria della squadra: insomma, Ifigest è disposta a trattare ma chiederà che l’operazione (eventualmente) venga ratificata una volta che il Livorno ha la certezza matematica della salvezza. I numeri comunque sono tutto. A partire da quei 4,5 milioni di euro che serviranno nella gestione del Livorno da qui a giugno.
Il tutto mentre Pieroni ha confermato a Spinelli di avere un gruppo pronto a rilevare la società, naturalmente mettendo i puntini sulle “i” in relazione alle cifre. Nei prossimi giorni si muoverà anche la Martos per un nuovo incontro a Genova con il presidente.
Ore 20.45. Poi c’è anche il campo. Di cui purtroppo in questi giorni si parla molto poco, nonostante il futuro del Livorno passi in gran parte dal mantenimento della categoria. Con gli attuali costi di gestione, la serie B è imprescindibile.
Partita di fuoco quella di stasera, contro una Sampdoria che si è presentata per uccidere il campionato e ora rimasta bloccata nel traffico di metà classifica. Ma il gigante addormentato ha dato segnali di vita, è andato a vincere sul campo del Padova e ora vuole risalire in fretta. Da un lato guai fidarsi, dall’altro è anche inutile fasciarsi troppo la testa perché la Sampdoria è pur sempre una squadra che in casa ha fatto appena 12 punti (gli stessi del Livorno): soltanto Bari, Ascoli e Nocerina hanno fatto peggio. Qualcosa vorrà pur dire.
Ci sarà pressione sulla Sampdoria, la vittoria col Padova darà credito alla squadra per una mezzora al massimo, poi i fischi saranno di nuovo in agguato. Ecco perchè bisogna partire compatti, quadrati, solidi in mezzo al campo dove si può decidere la partita. Il Livorno presenta un reparto a quattro, la Samp gioca a tre perchè stasera Iachini schiererà Juan Antonio come trequartista e l’ex bresciano è poco abituato a dare una mano nel mezzo. La diga Filkor-Luci col supporto di Schiattarella può creare problemi ai blucerchiati, e servirà una mano anche da Piccolo in fase difensiva.
Madonna ieri ha confidato di aver visto maggiore serenità negli occhi dei giocatori. E questo è fondamentale. Oltre alla serenità, c’è bisogno di rabbia agonistica, di furore, di voglia di combattere. Perché sono queste le armi da usare per trascinare il Livorno verso il porto sicuro della salvezza.
In attacco toccherà ancora a Dionisi e Paulinho, che contro il Crotone hanno finalmente dimostrato feeling e capacità di dialogare. Non chiudersi dietro ma pungere sarà fondamentale. Strappare un punto stasera sarebbe davvero oro colato.
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