Gioco
Tennis d’autore al Circolo Banditella
Lorenzi e non solo: il lavoro di Galoppini e dello staff tecnico sta regalando un parco giocatori di primo livello
di Riccardo Ferretti
LIVORNO
Il maestro Claudio Galoppini interruppe il suo rapporto di collaborazione con la FIT nel 2003. In quei giorni l'allora presidente del circolo Roberto Diddi si fece trovare prontissimo nel contattarlo mettendo così a segno un grande colpo di mercato. Un po' come ha fatto il Napoli con Cavani. E Claudio, tifoso napoletano dagli anni di Vinicio, nel giro di poco tempo e' riuscito a creare un gruppo di lavoro assolutamente vincente.Il club di Banditella a livello agonistico (e non solo) e' indubbiamente tra i circoli italiani più prestigiosi. E questo grazie alla lungimiranza di Diddi e negli anni successivi all'ottimo lavoro svolto da Giorgio Costella e dall' attuale presidente Guido Fanfani. Galoppini è ripartito dai giovanissimi ed è grazie a loro che il club di Via Lega sta ottenendo risultati davvero significativi.
Taciturno fuori, Claudio è uno che parla coi fatti sul campo. Spesso chi scrive si ferma a vedere come imposta l'allenamento. Dispensa un consiglio dopo l'altro, lavora molto sui difetti cercando di esaltare i pregi, crea gruppi di lavoro dove spesso i meno bravi giocano con i più bravi. Quando occorre usa il bastone, al 75% la carota. I maestri che lo affiancano lavorano con lui con grande entusiasmo e partecipazione. Matteo Aprile, Cecilia Bargagni e Michela Dazzi non recitano il ruolo di comprimari ma di assoluti protagonisti.E il feeling tra i quattro è a prova di bomba.
Nel 2008 Paolo Lorenzi rimane senza coach. Gli viene proposto di allenarsi a Livorno con Galoppini e il preparatore atletico Stefano Giovannini. Un altro che svolge proprio bene il suo lavoro. Paolo conosce Claudio solo di fama, per avere allenato la Pennetta e la Vinci. A Genova durante un torneo i due si incontrano e si intendono al volo. «Proviamo a lavorare insieme...» Costella dà l'ok. Il resto e' storia attuale con Lorenzi che nel giro di un anno scala 160 posizioni fino ad arrivare alla numero 83 del ranking mondiale.
Nel 2010 la storica convocazione in Coppa Davis, un buonissimo 2011, col successo a Roma contro Nadal mancato per una volee'. Da numero 108 è entrato nei prestigiosi Australian Open, con la sfortuna e l'onore di giocare nella Rod Laver Arena contro Djokovic. Quel giorno a Genova Galoppini (e chi era con lui) pensò che questo matrimonio avrebbe portato giovamento non solo ai diretti interessati ma anche e soprattutto a tutto il movimento tennistico di Banditella. «Sì perché allenarsi al fianco di un campione è la cosa più stimolante che ci possa essere. Scherzare con lui e ricevere una pacca sulle spalle e un prezioso consiglio rappresentano un valore inestimabile».
Grazie anche all'arrivo di Lorenzi in questi ultimi anni Galoppini e tutto lo staff tecnico, ben supportato dalla dirigenza, hanno creato un team di atleti davvero invidiabile. Per quanto riguarda i maschi, Matteo Baldi (ex Junior, sparring di Lorenzi, colonna portante col maestro Aprile della squadra di punta promossa in B), Lorenzo Papasidero (22 anni, numero 1100 nel mondo, allenato da Matteo Aprile anche se portacolori del TC Prato), Federico Maccari (speranza azzurra, fa parte della squadra di serie B, si allena con la federazione), Davide Galoppini ( classifica 2/7,ottimi fondamentali e grande costanza negli allenamenti), Andrea Di Meo (16 anni da compiere, fisico e colpi esplosivi, tra i migliori dieci in Italia della sua età), Giacomo Adoncecchi (classe 97, buona tecnica, si allena a Barcellona ma è tesserato per la Coop.). Gregorio Lulli (cresciuto a Villa Lloyd, ora gioca per la Cooperativa con ottimi risultati), Tommaso Dinelli( va per i 14, buoni i suoi progressi tecnici e fisici), Gian Maria Martelli (altro prodotto del vivaio del Tennis club, con notevoli mezzi fisici e buoni margini di miglioramento).
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