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Livorno

Viola di vergogna e il Franchi si ribella

Il Lecce espugna Firenze con un rigore di Di Michele, Jovetic non punge, Ljajic spreca l’impossibile: alla fine è il caos

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di Brunella Ciullini

FIRENZE

Vedere l'ultima in classifica battere la Fiorentina ed espugnare il Franchi è stata la classica goccia di un vaso ormai colmo da tempo. Al fischio finale dell'arbitro esplode la rabbia dei tifosi viola. Che fanno partire fischi, cori contro i Della Valle, invitati a spendere o ad andarsene, e contro i giocatori sollecitati a correre di più. Intanto un gruppo circonda la tribuna autorità e inizia a inveire - in assenza del patron Andrea Della Valle che come al solito ha scelto di seguire il secondo tempo in tv dentro lo stadio - contro il presidente esecutivo viola Mario Cognigni, raggiunto - sembra - anche da qualche sputo, e il consigliere Paolo Panerai che invece decide coraggiosamente di restare al suo posto finché le forze dell'ordine, accorse, non lo sollecitano a venir via.

Il clima col passare dei minuti si fa sempre più pesante, la gente non ha digerito la sconfitta con il Lecce arrivata su rigore discusso e contestato assai dalla Fiorentina (realizzato da Di Michele dopo un contatto tra Muriel e Natali che poi lascerà i suoi in dieci per una contusione alla testa in seguito ad uno scontro con Esposito), ma anche e soprattutto la prestazione di Montolivo e compagni. Una prestazione che segna un notevole passo indietro rispetto a quella brillante di sette giorni fa a Novara e anche in parte alla buona ora di gioco mostrata a Roma in Coppa Italia.

Stavolta Jovetic poco servito non incide, i giovani non si confermano, i big latitano e Ljajic spreca le ennesime occasioni-gol (e per fermarlo il portiere pugliese si frattura il setto nasale ed esce in barella). Insomma, al cospetto di un Lecce grintoso e ordinato, la Fiorentina cade proprio nella gara che avrebbe dovuto - parola di Delio Rossi - dare la svolta.

«Invece sono qui a chiedere scusa alla gente di Firenze, dovevamo e potevamo fare meglio, è colpa mia, sarà un campionato di lacrime e sangue. Rinforzi? La società sa che ne abbiamo bisogno ma guai pensare che saranno i salvatori della patria», dirà il mister a fine gara. Rossi aveva messo in guardiadalle insidie di questa gara e non solo perché Cosmi, al suo primo successo da quando è subentrato sulla panchina del Lecce, è una sorta di bestia nera per il tecnico viola (4 vittorie con quella di oggi e un pari in sei confronti). Ma anche perché i pugliesi, come poi si è visto, hanno giocato con l'animo di chi non ha ormai più nulla da perdere, difendendosi spesso anche in dieci poi provando a ripartire con l'infaticabile Cuadrado e chiudendo bene gli spazi ad una Fiorentina che da subito faceva fatica a fare gioco e a rendersi pericolosa: il primo tiro è stato al 33' del primo tempo con Montolivo, deviato in angolo.

Come non bastasse Ljajic ha fallito un paio di clamorose occasioni come già era accaduto all'Olimpico. L'unica parata di Boruc è stata prima dell'intervallo su Olivera, Benassi è stato costretto a uscire al 6' della ripresa dopo aver fermatoLjajic involato a rete.

A quel punto Rossi ha sostituito il serbo per il contestatissimo Cerci ma a passare è stato il Lecce grazie ad un rigore su cui molto ha protestato la Fiorentina per uncontatto Natali-Muriel segnalato dal guardalinee all'arbitro che aveva sorvolato. Di Michele dal dischetto non ha sbagliato. La Fiorentina ha provato a reagire partorendo però solo un confuso assedio e chiudendo in dieci (avendo Rossi già fatto tutti e tre i cambi) per l'uscita di Natali in barella svenuto per qualche attimo in campo dopo uno scontro con Esposito. Il tutto sigillato dalla sempre più rabbiosa contestazione dei tifosi viola.

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