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Il graffio di “gatto-Bardi” «Dedicato alla curva nord»

Il graffio di “gatto-Bardi” «Dedicato alla curva nord»

E’ stato lui, insieme a Paulinho, a risvegliare il Livorno dal letargo «Non dimentico chi mi è stato vicino dopo l’errore contro il Brescia»

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di Alessandro Bernini

LIVORNO

Aggrappati alle giovani, ma vigorose mani di Francesco Bardi. Il ragazzino che tra due giorni compie vent'anni ha tenuto in vita il Livorno che stava precipitando nell'abisso. Il rigore parato dal gioiellino amaranto a Ciano sull'1-1 al crepuscolo del primo tempo della sfida con il Crotone è l'episodio attorno al quale può ruotare in senso positivo la stagione e forse anche il futuro prossimo della società.

Il bivio

Non è difficile immaginare che cosa sarebbe successo se Bardi non avesse neutralizzato il penalty. Invece questo ragazzo nato quando il Livorno giocava in Eccellenza, ha dapprima intimorito Florenzi (l'ex romanista ha rinunciato a calciare dal dischetto perché compagno di squadra di Francesco in Under 21) e poi ipnotizzato Ciano. Così i nostri hanno ribaltato la partita e sono tornati tra i vivi.

Il segreto

Il “GattoBardi” a freddo ha raccontato com'è andata, vista dal campo: «Il trucco - ha confidato - è quello di rimanere in piedi fino all'ultimo. Sono stato fermo fino a quando Ciano era praticamente sul pallone. Poi mi sono lasciato guidare dall'istinto. Che significa? E' difficile da spiegare. Posso solo dire che mi sentivo che l'attaccante del Crotone avrebbe tirato alla mia sinistra così mi sono buttato da quella parte ed è andata benissimo».

Il pararigori.

Non è la prima volta che Bardi toglie il sonno agli attaccanti che si presentato al suo cospetto dagli undici metri. Con la maglia azzurra dell'Under ai Mondiali del 2009 disse sbarrò la strada agli americani. Poi l'anno scorso ha messo la firma in calce al “Viareggio” vinto dall'Inter: un rigore parato al genoano Polenta nei quarti e altri due nella semifinale con l'Atalanta. E l'ultimo? «Lo ricordo bene - afferma il bimbo prodigio - perché fu l'anno scorso con la maglia dell'Inter agli ottavi di finale del campionato primavera contro il Milan. Ma quello con il Crotone ha un sapore totalmente diverso: è stato molto importante e poi l'ho parato sotto la curva nord indossando la casacca amaranto».

La dedica

L'intervento salva-Livorno è un bel regalo di compleanno ma è pure un cadeau da consegnare a un destinatario speciale: «Quella parata è tutta per i tifosi della curva nord - dice tutto d'un fiato tradendo un pizzico di emozione - perché mi sono stati vicini un mese fa quando ho commesso un errore grave con il Brescia. Non mi hanno fatto sentire il peso di quell'uscita che ci costò il gol dell'1-0. Adesso posso sdebitarmi e li ringrazio di cuore».

Leader.

Ha poco passato alle spalle, Bardi, e tutto il futuro davanti. E' è il più giovane del gruppo eppure al 92' di Livorno-Crotone si è beccato un'ammonizione per aver rimproverato i compagni di squadra che avevano perso un pallone sanguinoso sulla tre quarti. Atteggiamento da giocatore navigato, una spruzzata di livornesità che non è passata inosservata. Eppure lui di schermisce: «Ma no. Non me la ero presa con nessuno in particolare. Solo che dalla porta il punto di vista è privilegiato. Vedi tutto benissimo e la tensione sale. In quell'azione abbiamo concesso una ripartenza pericolosa al Crotone. Per fortuna il loro attaccante era in fuorigioco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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