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Madonna fa la grazia, e il Livorno vince

Madonna fa la grazia, e il Livorno vince

Crotone subito in vantaggio, poi si scatena Paulinho e Bardi para un rigore: agganciati i calabresi in classifica

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di Renzo Marmugi

LIVORNO

Prendi i punti e scappa. Via dal fondo classifica dopo un inizio da incubo e il Crotone in vantaggio già al 3’ con un’azione che sembrava la sintesi di questo anno disgraziato. Per venti minuti il Livorno è rimasto terzultimo, col terrore negli occhi e il baratro davanti. Paralizzato dalla stessa sindrome che durante la gestione Novellino gli aveva fatto raccogliere la miseria di 9 punti in 10 partite al “Picchi”. Ma questo era uno spareggio, il bivio. E gli amaranto hanno scelto di non sbagliare più strada.

I problemi restano, ma forse con la gestione di Armando Madonna qualcosa è cambiato. Il nuovo tecnico col cognome da santuario non ha fatto la grazia, però è la seconda volta (su due) che il Livorno riesce a rimontare un gol. Dopo il pareggino di Grosseto la vittoria con aggancio al Crotone. Erano 70 giorni (5 novembre col Pescara) che gli amaranto non assaggiavano più i tre punti. Esserci riusciti dopo l’episodio dello 0-1 è un segnale importante. Più autostima, più forza di reazione. Anche se per dire che il paziente è guarito serviranno altre riprove, perché negli ultimi 40 minuti, con l’uomo in più per il cartellino rosso sventolato a Vinetot , la gestione del risultato non è stata il massimo della lucidità e l’ansia è tornata ad annebbiare testa e gambe. Anche se l’ingresso di Siligardi sull’out destro e poi l’esperienza di Barone in mezzo per gli ultimi venti minuti sono serviti a riaggiustare un po’ le cose, evitando a Filkor e Luci (inizio impreciso, ma secondo tempo da gladiatore con la calamita nei piedi) di andare in overdose di fatica.

Madonna ha varato un 4-4-2 con due esterni molto offensivi (Piccolo e Bigazzi), e soprattutto a sinistra, la corsia di “Speedy” e Pieri, il Crotone ha fatto il diavolo a quattro. Creando con Di Giorgio fughe e situazioni sempre pericolose. Il gol è nato là, su un errore di Pieri a metà campo, e poco dopo (11’), un’altra percussione sotto la gradinata con palla telecomandata per Calil poteva diventare il colpo del ko. Schivato il pugno il Livorno ha cominciato a macinare azioni verso Belec. Merito di un Paulinho ispiratissimo, un leone, che ha domato di petto un lancio di Luci, invitando Dionisi all’uno-due e poi aggirando il portiere in uscita. Un gran bel gol. Lì è cominciato il momento migliore del Livorno, che ha creato altre occasioni, ma il destino aveva in mente un altro scherzo. In pieno recupero trattenuta di Bernardini ad Abruzzese e rigore netto per il Crotone. Un altro bivio, sventato questa volta dalla prodezza di Bardi, che ha parato in tuffo il rasoterra di Ciano.

Al ritorno dagli spogliatoi la svolta. Una ripartenza manda in fuga Paulinho. Il brasiliano vola verso la porta nemica, inseguito da Vinetot, che in area lo contrasta fallosamente. Rigore ed espulsione:Dionisi, che all’andata a Crotone aveva castigato Belec per due volte si ripete sotto la curva nord. E’ il gol che ribalta la partita, un tappeto di raso sotto i tacchetti amaranto. Ma con l’uomo in più (era già successo col Gubbio) il Livorno rincula, concede qualche tiro pericoloso, perde sicurezza. Al 46’ un bolide di Calil trova la manona di Bardi a dire no in angolo. A quel punto però anche gli uomini di Madonna sono rimasti in dieci perché i muscoli di cristallo di Pieri verso il 40’ st hanno ceduto un’altra volta. Due partite, quattro punti. E ora la doppia trasferta con Sampdoria e Nocerina. Tenetevi forte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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