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Livorno

Amaranto, un bivio da non sbagliare

Nella prima di ritorno arriva il Crotone: vincere è fondamentale per riagganciare i calabresi in ottica salvezza

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di Renzo Marmugi

LIVORNO

.È uno spareggio per la salvezza, inutile girarci intorno. Il Livorno che non vince più dal 5 novembre con l’allegro Pescara di Zeman oggi dovrà riuscirci, trovando il modo di scuotere la rete di un Crotone afflitto più o meno dagli stessi problemi e con tanti pensieri. 21 punti gli amaranto, 24 i calabresi. L’occasione del riaggancio non può essere sprecata.

Giro di boa

Il campionato di serie B si tuffa nel girone di ritorno. 21 partite al traguardo, con una classifica che fa venire il nodo alla gola, un presidente deciso a vendere e un mercato di gennaio che per ora non promette molto di buono. Tanto per restare in linea con le campagne invernali degli ultimi anni. Ma la serie B è un patrimonio cittadino, chiunque sia (o venga) al timone della società, e allora diventa fondamentale che la gente capisca che i veri amici si vedono nel momento del bisogno. Il Livorno ha bisogno del suo pubblico, l’unica medicina per provare a togliersi di dosso quel virus che dopo un inizio promettente l’ha fatto scivolare nella zona calda della classifica.

La formazione

Armando Madonna dopo aver raccolto il pareggino di Grosseto dentro la calza della Befana oggi chiede tre punti. Più che normale. Per questo conserverà gran parte dell’intelaiatura usata nel derby in Maremma, con qualche piccolo aggiustamento. La difesa dovrebbe essere conservata in blocco, a centrocampo come esterno di sinistra potrebbe sbucare dal tunnel Bigazzi (Schiattarella non è neanche fra i convocati), con Luci al ritorno dalla squalifica di nuovo nel mezzo a fare legna accanto a Filkor. E là davanti la coppia Dionisi-Paulinho, forse all’ultimo atto in maglia amaranto. Finora insieme hanno segnato 9 gol dei 20 totali, ma fanno gola a molte squadre. E allora Aldo Spinelli potrebbe metterli in un pacco dono e incassare un bell’assegno. Il nuovo Bernacci, arrivato in settimana, andrà in panchina, pronto per l’uso. L’unico reparto dove permane qualche dubbio sembra il centrocampo, perché non è detto che Remedi e Belingheri debbano accomodarsi in tuta accanto a Madonna in attesa di entrare di rincorsa fra i canapi della partita.

Il Crotone

Dopo il 3-0 incassato a Brescia un altro ko potrebbe costar caro al tecnico Menichini, che verrà al “Picchi” col solito 4-2-3-1. Rispetto al tracollo in Lombardia tornano Correia e Abruzzese, mentre il talento Florenzi (in prestito dalla Roma) riprenderà il suo posto da centrocampista dopo la squalifica. In attacco Ciano se la giocherà con il pivot Djuric (m. 1,98), sperando di strappare una maglia da titolare. Prima di crollare a Brescia dopo un primo tempo interessante il Crotone tra fine novembre e dicembre aveva sbancato i campi di Cittadella e Nocera. Segnano poco i calabresi - 20 gol come il Livorno - però giocano meglio in trasferta, quando trovano spazio per ripartenze che fanno male. Anche se oggi in questa partita-bivio dovranno restare indietro, fermi al passaggio a livello. Il ruolino di marcia di Luci e compagni al “Picchi” è inquietante (9 punti in 10 partite), ma la scossa elettrica dopo l’arrivo in panchina di Madonna deve continuare.

Il copione

Occhi aperti, faccia cattiva, corsa e cuore. Il Livorno chiede aiuto al pubblico, però dovrà metterci tanto del suo come dedizione, atteggiamento, voglia di sputare sangue. Tanti treni sono già partiti, questo è meglio prenderlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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