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Ma il Livorno è gratis? Trattative con troppi stop

Ma il Livorno è gratis? Trattative con troppi stop

Ieri sono saliti a Genova quelli della Banca Ifigest ma hanno scelto il silenzio Molti retroscena lasciano dei dubbi, ora salvare la B diventa vitale per i conti

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di Alessandro Bernini

LIVORNO

LIVORNO - Troppi silenzi, troppe situazioni che non quadrano. Tre i gruppi che nelle ultime settimane si sono fatti avanti per il Livorno Calcio, tutti pieni di propositi e belli carichi anche perché invogliati dalla parola “gratis”. Percorsi simili per tutti: colloqui col sindaco, richiesta dei bilanci con risposta «venite qua a vederli», richiesta di incontro a Genova, incontro nel quartier generale di Aldo Spinelli. Prima Ermanno Pieroni, poi la finanziaria Martos, ieri la Banca Ifigest.

La frenata. Tutto lasciava pensare a una battaglia tra questi gruppi per prendersi “gratis” il Livorno. E invece? Quelli della Ifigest ieri sono tornati a casa scegliendo la strada del silenzio e del “no comment”, un dirigente della Martos ieri sera ci ha detto «preferisco non parlare», mentre Pieroni prosegue nel suo lavoro ma non sta stringendo.

Ma è gratis? Viene da chiedersi: ma se il Livorno fosse stato “gratis”, non avremmo adesso almeno uno di questi gruppi ancora più entusiasta e più carico dei primi giorni? I rumors sono tanti in queste ore, la parola “gratis” risuona sempre meno. Il presidente ha parlato di due milioni di euro che avrebbe messo lui per chiudere il bilancio al 31 dicembre, più altri 2 milioni che sarebbero serviti a chi subentrava per la gestione da gennaio a giugno.

Giusto quello che diceva Spinelli: chi entra, si prende la gestione. Anche perché comunque dietro c’è un valore del parco giocatori. Il problema è che adesso già iniziano a girare voci di cifre ben più alte, che hanno fatto diventare quella parola “gratis” un puntino piccolo piccolo in lontananza.

Fosse vero, vogliamo sperare che il presidente Aldo Spinelli faccia questo per vedere chi davvero è interessato e ha disponibilità economica per rilevare il Livorno. Sinceramente non vogliamo neanche pensare che si tratti di giochetti al rialzino. A meno che il presidente non ci abbia ripensato, e che voglia restare alla guida del Livorno. Ma tutta una serie di indizi confermano che davvero voglia lasciare il Livorno. Forse non gratis...

Il rischio C. C’è fare anche un’altra valutazione. Chi compra adesso il Livorno (se riesce a comprare) non avrà i tempi tecnici per fare il mercato, e dunque dovrà gestire la squadra ereditata dalla gestione-Spinelli.

Tocchiamo ferro: ma se il Livorno disgraziatamente dovesse retrocedere? Sarebbe un crac quasi annunciato. Perché il monte ingaggi della prossima stagione è intorno ai 6 milioni, mentre le entrate sarebbero spiccioli. In serie B (tra diritti tv, Lega, sponsor, biglietti e altro) entrerebbe una cifra intorno ai 4 milioni, in Prima Divisione praticamente niente.

Si dirà: vabbè, ma si possono sempre cedere i giocatori e liberarsi degli stipendi. Facile a dirsi, quasi impossibile a farsi come dimostrano le attuali difficoltà a liberarsi di giocatori che non toccano campo e guadagnano oro.

Il nostro Livorno. Insomma, siamo a un passaggio a dir poco vitale del Livorno Calcio.

Siamo in mano come sempre ad Aldo Spinelli, ma stavolta anche un po’ ai nostri giocatori. Che siano graditi o sgraditi, amati o sopportati, adesso vanno sostenuti perché loro dovranno condurre il “nostro” Livorno verso il porto della salvezza. E se qualcuno non sopporta più Aldo Spinelli, provi a non pensarci: adesso avanti a tutto deve andare la maglia del Livorno. Perché quella non ha valore, non si vende, non passa mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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