Il Tirreno

Livorno

Capelli bianchi e record: Luciano stupisce tutti

Dario Serpan
Capelli bianchi e record: Luciano stupisce tutti

Il signor Canessa ha scoperto il nuoto quasi per scherzo dopo la pensione: a 92 anni compiuti  vince ancora

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LIVORNO. Ha un proprio sito internet, dove naviga abitualmente e gioca a dama con i giapponesi, parla su Skype con i nipoti che vivono in Australia, e in più è un campione di nuoto alla bellezza di 92 anni. Per millesimo sono 93, quelli che compirà il prossimo 14 ottobre, giorno in cui nacque nel lontano 1919. Lui si chiama Luciano Canessa, livornese di Montenero, nato ai tempi in cui il lavoro più comune per gli uomini era il barrocciaio e per le donne la lavandaia, ma la sorte disegnò una strada diversa per questo personaggio ormai inscritto nella storia della sua città.

Sì, perché nella vita lui ne ha combinate, e fa impressione la lucidità con cui tuttora ricorda tutte le sue avventure: sul lavoro come da militare, ai tempi della guerra che lo vide impegnato sul fronte orientale sardo, e poi una seconda giovinezza scoperta con il nuoto, una volta andato in pensione. ’Big Luciano’ è un giramondo che non si stanca mai, ha il segreto delle piccole cose che alla lunga fanno la differenza e danno l’elisir di lunga vita: «Mi hanno anche invitato in televisione – dice Luciano – per dimostrare che facendo una vita sana si può campare e fare sport fino a 90 anni». E qual è la sua ricetta? “Poco caffè e cioccolata, niente alcolici, banditi salumi e fritti perché è come mettere una candela in un panino e mangiarla; e poi, patate solo fresche, carne non troppo cotta. In generale, non mangiare molto e fare attività fisica calibrata: alla mia età, lo sport ideale è il nuoto, perché elimina il peso del corpo sulle ossa e favorisce una respirazione ritmica».

In mare aperto, come in vasca, schizza via come un pesce, ma la passione per il nuoto è nata solo dopo aver chiuso la parentesi professionale. Con una laurea in Economia e Commercio conseguita nel 1947, Canessa ha svolto più mansioni: dallo smarcatore al marmo in porto, «dove imparai bene l’inglese – ricorda – perché arrivavano spesso navi dal Regno Unito. Poi ho lavorato in Accademia Navale, in Camera di Commercio, all’Ispettorato agrario; dal 1960 al ’65, quindi, sono stato responsabile amministrativo per una cartiera italo-inglese, e mi mandarono a Newbury; dal 1965 al 77’, infine, sono stato dipendente della Buitoni Perugina».

Poi il rientro a Livorno, sua amata città dove ha piantato le tende con l’inizio della pensione, ma un ritiro a vita privata fatta solo di riposo non faceva proprio per Luciano, che qualcosa doveva inventarsi per rimanere attivo. «Ecco – ci dice – che decisi di cominciare a nuotare, dedicando allo sport tutto quel tempo che mi era mancato quando lavoravo. Inizialmente, con il Tg5, facevamo sfide tra Pisa, Lucca e Livorno, ma poi prendemmo contatti con il Coni e la cosa si fece più seria; nel 1983 ci fu riconosciuta la categoria Master, inserita anche nell’attività di promozione della Fin, con tutte le regole valide per il nuoto agonistico. La mia attività pionieristica è stata premiata con la nomina di dirigente Fin e membro della  Commissione Tecnica Nuoto Master Fin. In più, dal 1980, produco ogni anno un rendiconto tecnico raccolto in un volume sul Nuot Master Livornese».

E in vasca quali sono le sue specialità e i traguardi raggiunti? «In gare internazionali, a Blackpool e a Palma di Majorca  ho vinto l’argento; a Sindelfingen, in Germania, a Coventry e a Riccione il bronzo; a Praga solo un ottavo posto e a Kranij in Slovenia, tre bronzi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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