Il Tirreno

Livorno

Dietrofront Spinelli: non vado da nessuno

Fabrizio Pucci
<b>DUBBI.</b> Aldo Spinelli, oggi festeggia 72 anni Sotto Perticone e De Lucia
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DUBBI. Aldo Spinelli, oggi festeggia 72 anni Sotto Perticone e De Lucia

Salta l'incontro col sindaco e non solo... «I bilanci? Non escono dai miei uffici»

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 LIVORNO. Nell'agenda del sindaco Alessandro Cosimi, oggi ci sarà una riga bianca. Anzi: un appuntamento cancellato. Già, perché Aldo Spinelli ha fatto marcia indietro. Non incontrerà il primo cittadino come aveva annunciato nell'ormai celebre conferenza stampa genovese del 21 dicembre. Un colpo di scena in piena regola in questa tormentata vicenda.  Presidente, passate le feste, si entra nel vivo dell'operazione-cessione?  «Sì. Da oggi sono a disposizione di chiunque voglia vedere i bilanci. Mi auguro che qualcuno si faccia vivo».  Questo significa che non l'ha chiamata nessuno? A noi risulta che ci sia del movimento: ci sono ben tre soggetti interessati all'acquisizione della società...  «No, il mio telefono è rimasto muto, ma non è un problema. L'avevo preventivato, almeno in questa prima fase perché tutti sapevano che fino a ieri ero in vacanza. Da questa mattina iniziamo a lavorare, ma i possibili acquirenti devono venire a Genova».  Intende dire che non ha intenzione di muoversi dai suoi uffici?  «Esattamente. Né io, né i documenti contabili della società».  Ma così facendo, per esempio, salta anche l'incontro con il sindaco Cosimi...  «Sì, lo so. E' evidente. Ma che cosa vengo a fare a Livorno? Per sentirmi dire quali parole? Che c'è qualcuno disposto ad acquistare la società? Sono frasi scontate. Semmai la cosa da fare è un'altra: se il sindaco è a conoscenza dell'interessamento di qualche imprenditore, che lo mandi direttamente da me a Genova».  C'è un filo di polemica nei confronti di Cosimi?  «Nemmeno per idea. La mia è una considerazione molto semplice. Se uno vuole comprare un oggetto a chi si rivolge? Al proprietario dell'oggetto stesso per cui le persone interessante devono presentarsi da me».  Il ragionamento non fa una piega, ma il Livorno è pure patrimonio della città.  «Sì, ma non voglio che neanche una pagina dei libri contabili del Livorno esca dal mio ufficio. Su questo sono categorico».  Perché?  «La questione è delicata. Si tratta di illustrare il funzionamento dell'azienda e di mostrare documenti molto importanti: faccio qualche esempio. Fidejussioni, garanzie con le banche, rapporti con la Lega di serie B».  Comunque anche lei aveva affermato che si sarebbe incontrato col sindaco.  «Ci sentiremo al telefono».  Il 31 gennaio chiuderà il bilancio 2011. Questo però è anche il mese del mercato in cui è possibile registrare un utile. I proventi delle eventuali cessioni dei calciatori sarebbero di Spinelli o del Livorno?  «Assolutamente del Livorno. Ci mancherebbe altro. Voglio fare le cose a regola d'arte. I soldi ricavati dalle operazioni di mercato che riusciremo a perfezionare da qui alla fine del mese resteranno nella società. Anche perché voglio lasciare la società con il minor passivo possibile. E la gestione da febbraio a giugno è molto onerosa. Chiunque sarà il nuovo proprietario dovrà far fronte a tutti gli impegni economici dell'azienda. E io so che cosa significa. Per cui consegnerò il Livorno sano e con i bilanci a posto. Per fare questo dobbiamo cedere anche quei due».  A chi si riferisce?  «A De Lucia e Perticone. Avete visto? Sono stati chiamati in causa da Gervasoni».  Si, ma è tutto da dimostrare...  «Eh, ma sono stati citati in maniera pesante. La società è stata danneggiata. Si va pure nel penale. Se dovesse emergere qualcosa di concreto ci tuteleremo nelle sedi opportune».

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