Gioco
Metà squadra in vendita Ora la riduzione dei costi diventa anche un rischio
Alessandro Bernini
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LIVORNO. Per certi versi è un film già visto. Arriva gennaio, c'è bisogno di rinforzi, e invece l'attenzione si sposta su altre storie. Adesso c'è il nuovo allenatore, c'è la vendita della società, c'è la necessità (come ha ripetuto più volte Spinelli) «di vendere per alleggerire il bilancio». In realtà ci sarebbe anche una squadra, che sta andando male. Non sono sensazioni ma numeri nudi e crudi: 5 sconfitte consecutive, 5 punti nelle ultime 11 partite. Cifre che danno la dimensione di un Livorno in crisi, che ha bisogno di essere rimodellato per conquistare la salvezza. Invece si parla solo di cessioni, e meno male (per certi versi) che le richieste sono scarse. Un caso emblematico è quello di Knezevic: guadagna tanto e il Livorno lo cederebbe all'istante, per fortuna lui rifiuta qualsiasi destinazione perché altrimenti avremmo già perso il baluardo della difesa. Un conto è sfoltire la rosa, un conto è mettere tutto in vetrina e vedere poi cosa interessa ai clienti. Ad esempio Dionisi: nessuno ha parlato di cederlo, ma siamo sicuri che di fronte a una ghiotta offerta sarà trattenuto? È evidente che ormai il progetto triennale di Aldo Spinelli è finito nel cestino. L'ha detto lui stesso: «Basta, da adesso a giugno tanti soldi entrano e tanti soldi escono». Il che presuppone un ridimensionamento. Passi la cessione di Gael Genevier. L'ex pisano qui non ha lasciato il segno, anzi, le partite insufficienti sono state di gran lunga superiori a quelle positive. Oggi dovrebbe dire il definitivo "sì" al Benevento e trasferirsi fino a giugno in Campania in prestito, per poi tornare al Siena. Anche altri giocatori possono fare le valigie senza che nessuno soffra di nostalgia, ma dei cardini ci sono e non vanno toccati. Non dimentichiamo che il Livorno ha bisogno di sostanza in attacco. Lo dicevamo prima che si infortunasse Dell'Agnello, figuriamoci adesso. Circolano dei nomi abbastanza inquietanti (Bernacci, innocuo da anni), altri interessanti (Castaldo della Nocerina), altri da valutare bene (Mastronunzio dello Spezia). Il problema è che, se va bene, sarà un mercato a costo zero. E allora dovranno essere bravi i nostri dirigenti (Perotti, Signorelli, Gardini) perché altrimenti diventa dura. Non dimentichiamoci che negli ultimi 4-5 anni i gironi di ritorno sono sempre stati un mezzo calvario, e comunque sempre in parabola discendente rispetto ai gironi di andata. È bene ricordarlo. Sempre. Perché la permanenza del Livorno in serie B dipende molto da ciò che accadrà da oggi al 31 gennaio.
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