Il Tirreno

Livorno

C'è un Jordan che vola Ora tra i professionisti entra anche Tangheroni

Mario Orsini
<b>IN RAMPA DI LANCIO.</b> Jordan Tangheroni, 26 anni non ancora compiuti Nella foto a sinistra insieme a Gigi Tassi
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IN RAMPA DI LANCIO. Jordan Tangheroni, 26 anni non ancora compiuti Nella foto a sinistra insieme a Gigi Tassi

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 LIVORNO. Si allarga la colonia dei pugili professionisti livornesi. Sul rettilineo d'arrivo il welter Jordan Tangheroni, 26 anni il prossimo 23 aprile. «L'ultima visita l'avrò il 9 febbraio e i documenti sono già pronti. Ho tanta voglia d'iniziare questa nuova avventura». Jordan mette in naftalina caschetto protettivo e maglietta, dopo quasi 5 anni da dilettante e una quarantina di match, e si porta dietro una scia di ricordi.  Il più bello?  «L'esordio, il 7 aprile del 2007, a Massa. Vinsi per Rsch (un pugile che non riesce a continuare dopo aver ricevuto colpi alla testa, ndr) alla seconda ripresa. Mio padre e mio fratello avevano gli occhi lucidi per la contentezza. Adesso proprio babbo è il più preoccupato. Seguendo assiduamente il pugilato conosce pericoli, sforzi e sacrifici necessari per andare avanti».  Il ricordo meno piacevole?  «L'infortunio al braccio sinistro, nel 2009, che mi precluse la possibilità di disputare il guanto d'oro, un trofeo che dà la possibilità di accedere direttamente agli assoluti. Per me avendo 23 anni era l'ultima possibilità. Inutile dire che ci rimasi malissimo».  Perché il salto nei professionisti?  «In primis l'età e lo stile di pugilato. Con l'avvento delle macchinette segnapunti i pugili dilettanti sono costretti a tenere frequenze dei colpi altissime e a muoversi in maniera frenetica sul quadrato. Un tipo di boxe che non mi piace e non si mi si addice. Nel professionismo, invece, anche se il numero delle riprese è doppio, i ritmi sono più lenti e c'è la possibilità di caricare di più i colpi. Nel mio caso, grazie a un buon pugno, potrò togliere qualche dubbio ai giudici al momento del verdetto. Inoltre se meritavo di vincere qualcosa da dilettante dovevo averlo già fatto. Andare avanti con l'obiettivo massimo di mettere nel mirino un titolo regionale non mi dà più stimoli. Spero, anzi ne sono convinto, grazie anche ai miei bravi insegnanti e a un pizzico di fortuna di poter far bene».  Sogni?  «Mi piacerebbe conquistare la corona tricolore e battermi con il titolo IBF in palio. Il sogno, invece, sarebbe vedermi in televisione, su uno di quei canali di boxe internazionale, a sfidare qualche pugile di grido della boxe americana».  Già scelta la scuderia?  «No. Per adesso la mia preferenza, ma solo per sentito dire, va al team Cavallari. Ma è tutto da decidere».  Suoi grandi maestri?  «Il primo che mi ha preso sotto la sua custodia è lo straordinario Franco Nenci. Un super maestro di pugilato dai modi gentili. Per me è stato e lo è ancora una sorta di grande saggio di questo sport. Un uomo che parla poco ma ha sempre ragione. Quello che dice è sempre per il tuo bene e mai tanto per dire».  E poi?  «Il mio attuale allenatore, il grande Gigi Tassi, un santone di questo sport. Con lui sono pronto a affrontare ogni tipo di allenamento. Mi fido ciecamente di lui. Con il figlio Luca ha fatto un ottimo lavoro. Sono sicuro farà altrettanto con me. Con Gigi nulla è impossibile. Io ho proprio bisogno di un allenatore come lui per rendere al 100%».  All'Apl come si trova?  «Molto bene. Qui ho trovato una famiglia allargata. Perché questo è quello che siamo noi dell'Apl. Ad allenarmi oltre al grande Gigi ci sono Luca Tassi, Gianluca Urbani, Roberto Maltinti, Roberto Lenti e Sergione Palazzolo».  Come si vede tra i professionisti livornesi?  «Benissimo, sono amico di tutti da Luca Tassi, a Lenny Bottai, a Domenico Salvemini e Dario Cichello. Sono felice di entrare a far parte del club di livornesi o naturalizzati livornesi professionisti».  Lavoro?  «Sto facendo colloqui. Spero di trovarne uno che mi permetta di allenarmi e di darmi autonomia finanziaria per non gravare sulla famiglia».  Pugilato e basta?  «No ho altri hobby. Pesca subacquea e balli caraibici: salsa, bachata e merengue. Tutti mi dicono è strano sei un pugile e fai il ballerino? E io rispondo certo e modestamente anche bravino», (risata).  

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