Spunta anche Pieroni: «Ecco il mio piano»
Alessandro Bernini
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CONTATTO. A destra Ermanno Pieroni, ex consulente di mercato di Aldo Spinelli Sotto Igor Protti Già contattato Spinelli, «alle spalle ho un imprenditore con 1500 dipendenti»
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LIVORNO. Si esce allo scoperto. Ieri abbiamo annunciato il doppio contatto della Banca Ifigest col sindaco Cosimi e col presidente Spinelli (per avere i bilanci), il tutto con Fabio Galante "rappresentante sportivo" di un gruppo imprenditoriale toscano. Oggi ecco che Ermanno Pieroni conferma quanto già anticipato: «È vero, ho alle spalle un imprenditore molto solido, con 1500 dipendenti, ed è pronto a entrare nel mondo del calcio». Chi è Pieroni. Ermanno Pieroni, 65 anni, ha già lavorato per due stagioni con il Livorno. Era consulente di mercato di Spinelli nell'anno della promozione in serie A, quella vinta in finale col Brescia per intenderci. Nel suo passato c'è di tutto, da un viaggio a Tokyo per prelevare Hidetoshi Nakata a pochi spiccioli per poi rivenderlo alla Roma a 60 miliardi di lire, a un fallimento con l'Ancona che gli è costato pure 53 giorni di carcere, a una nota inimicizia con Luciano Moggi. Nell'ottobre del 2010 è decaduta la sua inibizione e dunque ha mani libere nel mondo del calcio, anche a livello di cariche. Come contorno, ricordiamo che Pieroni è il compagno di Mariolina Maggioni, per due stagioni addetta stampa del Livorno insieme a Paolo Nacarlo. Il contatto. «Ho già chiamato il presidente - commenta Pieroni - perché ritenevo che fosse il primo passo da fare. Poi, se tutto filerà liscio, mi incontrerò anche col sindaco ed esporrò naturalmente chi c'è dietro a me e quali sono i nostri progetti». Ma prima, anche in questo caso, c'è bisogno di vedere i bilanci. «Sono sincero. La mia preoccupazione non sono i bilanci, perché so come gestisce le società Spinelli. E neanche per il prezzo, perché al telefono mi ha confermato che è pronto a regalare la società. Piuttosto mi chiedo se davvero il presidente vuole cedere o se questa è una depressione del momento. Al telefono comunque mi ha espresso la sua piena volontà di uscire, e mi ha chiesto di portare avanti la trattativa anche col suo commercialista. Proprio per questo ci sentiremo col dott. Gnecco nei primi giorni dell'anno». Chi c'è dietro. La vicenda vendita-Livorno vive di due fasi. Nella prima bisognava capire se ci fossero persone disposte ad alzare la mano per dire "io sono interessato" e (alla faccia di chi sosteneva che il Livorno non interessava a nessuno) ecco che nel giro di pochi giorni sono già arrivati tre segnali forti: uno della Banca Ifigest con dietro Fabio Galante, uno di Ermanno Pieroni, e uno della finanziaria Martos di cui parliamo a parte. La fase due sarà quella dell'approfondimento, per capire davvero chi mette i soldi in queste operazioni. Ermanno Pieroni spiega: «Se ci metto la faccia è perché ho il mandato ad agire da parte di una persona molto solida a livello finanziario. Ha quasi 1500 dipendenti, si era già affacciato nel mondo del calcio, ma adesso vuole fare il passo più importante e rilevare una società. Ha avuto anche altre offerte (si parla del Vicenza, ndr) ma io conosco Livorno e so cosa può dare questa piazza se stimolata e coinvolta in un bel progetto». Idea Protti. Ieri Pieroni ha avuto un pranzo dedicato proprio al Livorno. «Un incontro per buttare giù i primi dettagli, in operazioni come questa serve uno staff molto accurato». Va detto che Pieroni ha anche un'idea pronta. «Se questa trattativa andrà avanti, uno dei primi passi che voglio fare è incontrare Igor Protti. So quanto la gente lo ama, so quanto lui ama il Livorno. Il mio obiettivo sarebbe illustrargli il progetto e chiedergli la disponibilità a entrare. Non ho nessun dubbio sulle sue capacità». Naturalmente Protti per il momento è estraneo a questo progetto. Pieroni ha saputo da Spinelli che c'è un altro gruppo pronto alla trattativa, quello appunto legato a Fabio Galante. «Sì, me l'ha detto. Ho anche provato a chiamare Fabio perché in questo momento è importante collaborare e non farsi guerre (al rialzo..., ndr). Ci sentiremo ancora». Sì ma il mercato... Chiudiamo con una considerazione di Pieroni che accogliamo e rilanciamo: «In questi giorni si parla molto del cambio societario, ma chi gestisce adesso il Livorno deve stare ben attento a mantenere la serie B. 20 punti in classifica sono pochi, pochissimi, bisogna agire con grande attenzione sul mercato di gennaio perché sennò sono guai». Non fa una una grinza.
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