La protesta
Pugilato. Bella serata, protagonisti anche Lenti e tanti baby atleti
Il segno dello Scorpione
Mario Orsini
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MICIDIALE. Luca Tassi Tassi spazza via Varga e vola a 14 successi consecutivi
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LIVORNO. La puntura letale dello Scorpione. Luca Tassi, spazza via il giovane ungherese Jonas Varga, allunga a 14 successi la sua imbattibilità e festeggia il Natale con qualche ora d'anticipo. L'epilogo dopo 78 secondi della quinta ripresa. Dopo aver incassato un micidiale montante al fegato, il magiaro, si è appallottolato sul ring come un foglio di carta straccia. L'arbitro, per evitargli una punizione più severa, dice che può bastare. Per Tassi è il sesto successo per KO della carriera. Il quarto consecutivo prima del limite. Per Varga una serataccia iniziata male e proseguita peggio. A salvarlo, nella prima ripresa, il provvidenziale suono del gong dopo un destraccio mal digerito, che lo aveva costretto a mettere le ginocchia sulla stuoia. Il resto quasi un monologo del nostro campione, con i jab che funzionavano alla perfezione e montanti e ganci che scuotevano il fisico dell'ungherese. Un Tassi lucido anche nell'analisi del match. «Inizialmente mi aveva fatto una buona impressione. Dalla terza ripresa sembrava avesse finito la benzina. Io invece mi sentivo bene e il braccio infortunato non mi creava problemi». E adesso? «Mi piacerebbe mettere in bacheca un'altra corona, come il titolo tricolore. Poi appenderò i guanti al chiodo e mi dedicherò, con sempre maggiore entusiasmo, a insegnare pugilato». Super Lenti. Mentre parla abbraccia il giovane Vairo Lenti e gli passa idealmente il testimone. «Vairo è il mio erede. È giovane e bravo». Un Lenti, arrivato sul ring scortato dagli amici, e anche questa volta in grande spolvero, contro un avversario di tutto rispetto come il compagno di nazionale, il patavino Davide Festosi. Per costringerlo a miti consigli ha sciorinato il meglio del suo repertorio, con micidiali combinazioni a due mani e velocissimi spostamenti. Al termine per Lenti anche con il trofeo Bernardo Ferretti, messo in palio dalla famiglia, e riservato al miglior pugile dilettante della serata. «Sono contento per il premio e faccio i complimenti a Festosi per la sua aggressività», il suo commento. Gli altri match. Nella bella serata di pugilato due pareggi che hanno fatto discutere. Il primo tra le fresche campionesse italiane Annalisa Ghilardi dell'Apl e la patavina Silvia Bortot. «Pensavo di aver vinto, la mia avversaria mulinava colpi velocissimi ma quasi sempre fuori bersaglio. Io invece riuscivo a entrare spesso nella guardia», le sue parole. Sonoramente fischiato dal pubblico e mal digerito da tutti il verdetto di parità tra Jordan Tangheroni e il fiorentino Brando Fresenga. «Nonostante la lieve flessione finale, Jordan aveva vinto», il commento di Franco Nenci. Vittoria risicata di Rojas William (A. dello Sport) sul bravo, ma troppo apprensivo, Riccardo Tulli (Apl). Pareggio, per Nenci però troppo penalizzante, tra il suo pupillo Kristjan Karafili e Richard Pavan (Padova). Sconfitta della biologa torinese, da tre mesi all'Apl, Nicoletta Sica contro l'esperta mestrina Eleonora Sponchia. Successo, invece, per intervento medico del medio massimo Diego Tommasini (A. dello Sport) su Danilo Vicari (Apl). Sconfitta sul filo di lana dell'alpino Samuel Da Valle con il fiorentino Cristian Furiosi. «Nell'ultimo periodo sono stato due volte in missione in Libano e mi alleno poco a Cuneo dove risiedo», le parole di Samuel, cugino di Tassi. Vittoria, infine, del lucchese Francesco Pennisi sul massimo leggero Nicola Renda dell'Apl. I baby pugili. Apprezzatissima esibizione dei bambini della scuola di pugilato Apl. Sul ring in match simulati e esercizi di abilità si sono esibiti i fratelli Manuel e Mitia Boldrini, Michele e Mattia Terreni, Jacopo Piacentino, David Brongo, Emanuele M. Santini, Diego Quarratesi, Michael Gasperini, Lorenzo Iacopini, Sebastian Fagiuoli e Kevin Lemmi. Speaker Gianvittorio Casucci. Al termine il dottor Mattei, del reparto Cure Palliative dell'Ospedale di Livorno, ha ricevuto i fondi raccolti dalla vendita di t-shirt, dalle mani di Roberto Ferretti, padre di Bernardo. Un ragazzo che frequentava la palestra scomparso due mesi fa, per un male incurabile a poco più di trent'anni.
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