Gioco
Spinelli ultimo atto: «Tenetevi il Livorno»
dal nostro inviato
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72 ANNI. Il presidente «Ho più di 70 anni, non posso morire qui. Qualcuno si faccia avanti, non voglio un euro»
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Alessandro Bernini GENOVA. La notizia più clamorosa Aldo Spinelli la regala alle 16.10, mentre dalla finestra del Varco Inglese spuntano gru una dietro l'altra a movimentare fiumi di di container. Allarga le braccia, gesto che di solito accompagna le sconfitte. «Non posso morire con il Livorno, ho più di 70 anni e ho diritto a vivere senza restare per forza al timone di questa società. Il Livorno da oggi è qui a disposizione, gratis. Chi lo vuole, lo prende senza neanche darmi un euro». Non lo aveva mai detto Aldo Spinelli. La valutazione era sempre rimasta vaga, un po' fumosa. «Adesso non esiste più una valutazione. La società la cedo gratis e nel pacchetto ci lascio anche il parco giocatori, compreso Bardi che vale un bel po' di soldi. Se l'acquirente arriva oggi, deve solo darmi le garanzie economiche per la copertura delle perdite che ci saranno da qui a giugno. Niente altro». Poi Spinelli tira in ballo anche il sindaco: «L'ho già cercato, aspetto che mi richiami (la chiamata arriverà in tarda serata, come leggete nell'altro pezzo, ndr). Sono anche disposto a portargli le chiavi della società, se trova lui una persona che rileva il Livorno a me va benissimo. Ripeto, non voglio niente. Cedo la società gratis». Cda e cifre. L'annuncio arriva poco dopo il rinvio del Cda delle Industrie Rebora, la società che controlla il Livorno Calcio. Aldo Spinelli è dimissionario dalla carica di presidente del Livorno, così come il figlio dalla carica di amministratore delegato, ma il tutto verrà ufficializzato il 31 gennaio. Il bilancio si chiude il 31 dicembre, c'è tempo per ripianare le perdite fino appunto al 31 gennaio, e entro quella data Spinelli dovrà versare altri 2 milioni. Diciamo "altri" perché 2 milioni sono già stati versati a fine ottobre, e altri 2 (da previsione di bilancio) serviranno per arrivare a fine giugno. «E poi a fine gennaio - confida Spinelli confermando quanto anticipato - nominerò un amministratore unico, che potrebbe essere il ragionier Gnecco. E lui dovrà occuparsi di gestire la società a livello economico». L'addio. Stavolta sembra deciso Aldo Spinelli. «Vi rendete conto che vita di merda sto facendo? Un Natale da schifo per colpa di questi risultati, mai stato così in basso nella mia storia di presidente. Da adesso non verrò neanche più allo stadio. Guarderò le partite in tv. Sono stanco, sfinito». E poi, aggiungiamo noi, adesso più passa il tempo e più i soldi finiscono nel pozzo. Il tempo delle vacche grasse è finito, forse si poteva gestire meglio (molto meglio) la situazione 2 anni fa, quando il Livorno tornò in serie A: fu allestita una squadra mediocre, già retrocessa in pratica a febbraio, e addio alla cascata d'oro dei diritti tv. «Ho dato tanto al Livorno, dalla C siamo tornati in A, abbiamo toccato la Coppa Uefa, ora il mio ciclo si è concluso. Sono sicuro che lascerò la squadra in serie B». Poi aggiunge: «Cercheremo di vendere qualcosa a gennaio, di far calare il monte ingaggi. Bisognerà abbassare le spese, anche in sede qualcosa andrà rivisto». Ma se resto... Bene prendiamo atto. E se non si presenta nessuno? Spinelli spiega il piano B: «La prossima stagione avremo 5 milioni di euro di entrate, se nessuno si fa avanti allora la società dovrà vivere con quei soldi e stop. Al massimo posso mettere 1-2 milioni in più, niente altro. Il Livorno dovrà autofinanziarsi come fanno le piccole società». I comunisti. Poi Spinelli torna a parlare della squadra e si infiamma. «Non esiste essere in zona retrocessione, questa è una squadra che vale i playoff anche se ora dobbiamo pensare alla salvezza. Il problema è che gira tutto male e anche gli arbitri ce l'hanno con noi. Ormai ci hanno marchiati, sanno che vanno a arbitrare la squadra dei comunisti, il primo coro che sentono è contro Berlusconi, e così ci danno addosso». Mah... Paulinho e De Lucia. Siparietto. Si parla del mercato di gennaio e Spinelli annuncia: «Abbiamo venduto De Lucia al Frosinone, finalmente ci siamo liberati...». Dall'altra parte della sala Elio Signorelli scuote la testa. Spinelli lo guarda. «Che succede?» E Signorelli: «De Lucia ha chiesto al Frosinone 70 mila euro in più rispetto a stamani. In totale ne vuole quasi 200 netti da qui a giugno, 50 messi da noi e 140 dal Frosinone». E Spinelli esplode, con parole impronunciabili. Intanto anche Paulinho sembra in partenza. «Lo vuole lo Spezia - conferma Spinelli - ma ci sono anche Benevento, Cremonese e Siena». Dicono che Spinelli abbia rifiutato lo scambio con Mastronunzio perché vuole solo cash. «Invece Perticone ha detto no alla Nocerina, Miglionico resta, Knezevic ha delle richieste ma vuole rimanere qui e si potrebbe anche prolungare il contratto a cifre più modeste. Dobbiamo cedere perché le spese sono troppo alte». D'accordo pres, ma dobbiamo anche salvarci. Non lo dimentichi. Altro servizio a pag.21
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