Gioco
L'uomo col cuore spaccato a metà
Fabrizio Pucci
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DERBY DEL CUORE. Filippini contro il Brescia Filippini: «Lavoro per il Brescia, amo Livorno: ci salveremo insieme»
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LIVORNO. Ci sono uomini che finiscono nel dimenticatoio anche se giocano una vita nella stessa squadra. E ce ne sono altri a cui è sufficiente un mese, un campionato per entrare nel cuore dei tifosi. Antonio Filippini appartiene alla seconda categoria. Bresciano purosangue, al crepuscolo della carriera è sbarcato a Livorno dove ha regalato quattro anni di furore agonistico e di esemplare vita da professionista dentro e fuori dal campo. La foto più bella? Il 20 giugno 2009 quando nello spareggio che valeva la serie A tra gli amaranto e il suo Brescia risultò tra i migliori in campo. Oggi Antonio lavora per la società di Corioni. Allena nel settore giovanile e alla vigilia della sua persona partita del cuore ci regala le sue impressioni. Antonio, come cambiano i tempi. Due anni e mezzo dopo la finale playoff, Livorno-Brescia è scontro salvezza in serie B.. «Sì. Che tristezza. Proprio non me l'aspettavo. Pensavo che il Livorno avrebbe lottato per entrare nei playoff e invece si trova invischiato nella bassa classifica. Il Brescia, invece, aveva come obiettivo la salvezza, ma dopo la partenza lanciata nessuno pensava che si sarebbe trovata in questa posizione a fine anno». Il Brescia è fresco di cambio di allenatore. Via Scienza, dentro Calori. Che ne pensi? «Conosco benissimo Calori per averci giocato insieme. Martedì sono stato a cena con lui. Era il suo primo giorno da allenatore del Brescia. Credo che sia il tecnico ad hoc per il gruppo e per la piazza. E' un ragazzo in gamba, un grande motivatore capace di riportare entusiasmo in un ambiente depresso». Parli dei giovani e viene in mente la caratteristica principale del Livorno: l'età media molto bassa. La sofferenza attuale si può spiegare anche con l'inseperienza? «Senza dubbio. Il Brescia tutto sommato non gioca neanche male, ma quando in campo ci sono tanti ragazzini, prima o poi nei novanta minuti, un errore, una distrazione salta fuori. Il problema è che alla prima sbavatura i bianco blu vengono puniti. Un pò come succede al Livorno. Con Calori abbiamo visto la partita degli amaranto con il Verona. Guardate che la squadra non ha mica demeritato. Solo che al primo errore, zac, è arrivato il gol dei gialloblu». Sì, ma questa squadra fa fatica a segnare... «Ecco, è questo il guaio del Livorno: non riesce a rendersi pericoloso. In questo condizioni se va sotto diventa dura rimontare». Sarà battaglia domani sera.. «Certo. La partita è delicatissima per entrambe le squadre. Conta solo il risultato». Livorno e Brescia hanno la cifra tecnica per salvarsi? «Si, ci sono almeno sette o otto squadre inferiori. La serie B, però è un campionato balordo. Tuttavia per me il centro classifica può essere raggiunto agevolmente da entrambe». E' Jonathas il pericolo numero uno per il Livorno? «Sì. E' un giocatore fortissimo. Regge l'urto perché fisicamente c'è e poi ha i colpi. E' pure veloce. Insomma è un attaccante completo perché sul piano tecnico non si discute». Cinque anni fa stavamo festeggiando la qualificazione ai sedicesimi di Coppa Uefa. Oggi si lotta per non finire in Lega Pro.. «Livorno è Livorno. Lì ho vissuto anni indimenticabili e l'avventura in Europa resta qualcosa di straordinario. Adesso la realtà è diversa. Purtroppo. Non posso scordare neanche la promozione in serie A. Peccato per le due retrocessioni, ma la vostra città mi è rimasta nel cuore. I Livornesi sono fantastici. Festeggerò l'arrivo del 2012 a casa di mio fratello, a Livorno, la mia seconda città».
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