Sicurezza
Jeelani, il mito è un libro
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RITORNO A COLORI. Jeelani con Simone Santi La storia di Abdul: arrivano tanti nostalgici...
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LIVORNO. Jeelani, il mito resiste inossidabile nel tempo. C'era tanta gente lunedì sera a Villa Fabbricotti per la presentazione del libro "Abdul Jeelani ritorno a colori", scritto da Simone Santi, presidente della Lazio basket. Tifosi, curiosi, addetti ai lavori - tra cui due livornesi doc, Massimo Faraoni (general manager della Virtus Bologna) e Alessandro Ramagli, coach di Teramo - nostalgici di quei tempi e anche giovani cresciuti all'ombra del mito pur senza averlo mai visto danzare in canottiera e pantaloncini. Abdul è apparso sereno, sorridente, disponibile. Come quando a fine partita andava sotto la curva Libertas a godersi l'applauso dei suoi fans. Sono passati quasi trent'anni (Jeelani giocò a Livorno dal 1981 all'85) eppure lui si ricordava ogni particolare, fotogramma per fotogramma, e tutti i suoi compagni, rappresentati per l'occasione da Giusti, Forti e Launaro. Il volume è un romanzo che intreccia la storia di Jeelani, quella del "Progetto colors", i bambini disagiati delle periferie romane che attraverso il basket possono ritagliarsi un presente migliore e un futuro di integrazione e di speranza, e naturalmente la passione di alzare gli occhi verso un canestro. Lo stesso filo che ha riannodato Simone Santi alla "mano di Maometto", protagonista dal 1977 al '79 in maglia Lazio prima di sbarcare a Livorno. Alla presentazione c'era anche l'editore Gian Luca Muglia, viareggino. Che non conosceva né Abdul né Santi, ma una sera guardando alla tv il programma "Invincibili" si era innamorato di questa storia e aveva deciso di sposarla. Il volume (edizioni il Molo) è disponibile in tutte le librerie e una parte del ricavato andrà al "Progetto Colors, l'integrazione va a canestro".
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