Il Tirreno

Livorno

Livorno tra sconfitte e malumori

Alessandro Bernini
<b>DISCORDIA. </b>A sinistra Alessandro Lambrughi, al centro Andrea Luci: i due sono stati protagonisti di un duro screzio al termine della partita di Modena A destra il presidente amaranto Aldo Spinelli
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DISCORDIA. A sinistra Alessandro Lambrughi, al centro Andrea Luci: i due sono stati protagonisti di un duro screzio al termine della partita di Modena A destra il presidente amaranto Aldo Spinelli

Scintille nello spogliatoio tra Luci e Lambrughi, in arrivo multe ma niente stop

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 LIVORNO. Situazione critica, in ogni senso. Perché quando sul campo i risultati non arrivano, gli animi si scaldano. A volte anche troppo. E così succede che nel clan amaranto il clima diventi rovente, con due giocatori che si prendono di brutto.  Protagonisti Luci e Lambrughi che si sono "affrontati" a muso duro, episodio mai successo in questa stagione. E meno male che gli spogliatoi sono piccoli e sempre affollati, per cui qualche compagno-estintore che spenge le scintille si trova sempre. Ma l'episodio è destinato a lasciare anche una scia, visto che la società è intenzionata a punire entrambi.  Il caso è esploso appena i giocatori sono rientrati nello spogliatoio. Da una parte Luci, il capitano, dall'altra Lambrughi che era stato protagonista dell'errore dal quale era nato il primo gol del Sassuolo. Errore che Luci, come dire, non aveva digerito. In breve la situazione è degenerata.  Nel calcio episodi del genere non sono certo nuovi. Basta ricordare (in tempi recentissimi) le scintille tra Lamela e Osvaldo nella Roma al termine di una partita, o tra Bogdani e Benalouane nel Cesena. Nel primo caso si è arrivato addirittura allo stop di Osvaldo. Stavolta non accadrà niente di ciò, Luci e Lambrughi saranno in campo venerdì contro il Brescia, sempre naturalmente in base alle scelte di Novellino.  Da una parte questo è comunque un chiaro segnale del nervosismo che c'è nel clan amaranto. Per certi versi fisiologico dopo 4 sconfitte e una classifica mediocre. Dall'altra è anche vero che in alcune occasioni è ancora peggio perdere e presentarsi nello spogliatoio con gli occhi da pesce lesso, in silenzio, fissando il vuoto, fregandosene altamente di tutto e di tutti.  Tocca ora a Novellino e alla società capire su quale dei due piani siamo. Se c'è un'energia, va incanalata. Se ci sono problemi, vanno risolti. Perché in campo c'è bisogno di gente che si aiuta, che si stringe come un pugno, che lotta unita per il bene della maglia amaranto. Ora più che mai, vista la situazione di classifica deleteria.  Quello di venerdì contro il Brescia è una sfida a dir poco delicata. Di fronte ci sarà l'unica squadra forse ancora più in crisi del Livorno, se è vero che non vince da 13 giornate e che ieri è stata travolta in casa (1-3 dal Bari). Si tratta di una partita che si annuncia decisiva per Novellino, anche se qualcuno nel clan amaranto pensa che in ogni caso si andrà avanti con Monzon.  A proposito. Lerda sembra uscire dal ventaglio di allenatori disponibili visto che starebbe per accasarsi alla Reggina, al posto di Breda. Resta quindi Mutti, mentre il nome nuovo sarebbe Alessandro Calori, lo scorso anno a Padova. «Ma vedrai che il panettone lo mangio», ha confidato sabato sera Novellino prima di salire sul pullman. Speriamo: probabilmente vorrebbe dire che abbiamo battuto il Brescia. E in questo momento deve essere il primo e unico pensiero di tutti.

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di Redazione web