Gioco
«Vedrete, il panettone lo mangio»
dall'inviato
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BUIO PESTO. Walter Novellino, quarta sconfitta consecutiva Il tecnico stufo: io non c'entro con la sconfitta
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MODENA. Qualcuno può valutarle come riflessioni, qualcuno le valuterà come un modo di scaricare le colpe sulla squadra. Dipende dai punti di vista. Le parole di Walter Novellino a fine partita lasciano comunque il segno. Sentite. «Mi sono stufato. Novellino c'entra fino a un certo punto o niente con questa sconfitta, anche se poi alla fine pagano sempre gli allenatori. Io credo di aver fatto il massimo: ho preparato bene la partita come dimostra l'ottimo impatto col 3-5-2, poi cosa ci posso fare se facciamo un errore in un disimpegno e dopo restiamo in 10? Il presidente oggi non c'era. Peccato. Si sarebbe reso conto facilmente che la squadra c'è e gioca bene, poi buttiamo via i punti in modo assurdo». Parole forti, che lasciano il segno. Anche se poi Novellino fa un mezzo passo indietro. «Ho detto che sono stufo perché certe situazioni arbitrali sono sempre contro di noi. Il fallo di Genevier era della stessa identità di quello di Cofie, però il nostro giocatore l'hanno espulso e il loro no. E poi non esiste che io non possa mai disputare una partita da 90' per come l'ho preparata. Anche stavolta ho dovuto togliere prima Pieri e poi Bernardini perché hanno accusato dei problemi fisici, mi sono trovato costretto a rimescolare tutte le carte. Ma vi sembra che sia giusto vedere il Sassuolo con 36 punti e noi con 20? Loro non hanno fatto un tiro in porta». A dir la verità i tiri quelli del Sassuolo li hanno fatti. Certo, non è mai stato un assalto, ma alla resa dei conti Bardi ha fatto 2-3 paratone e loro hanno anche colpito una traversa. «E noi - ribatte Novellino - abbiamo avuto l'occasione con Paulinho di testa e un altro paio di ripartenze che potevano chiudersi meglio. Io credo che sotto il profilo del gioco non ci sia niente da imputare al Livorno». Ne ha viste tante in carriera Novellino, non sarà certo questa a fargli tremare le gambe. Resta il fatto che lo attende una settimana cruciale, visto che contro il Brescia si gioca il posto. «Questo non lo so. Io vado avanti per la mia strada e non ho paura di nessuno, perché sono consapevole di fare il massimo per il Livorno. Dentro di me c'è tanta voglia di allenare». E dentro la squadra cosa c'è? «Hanno solo bisogno di quello che dirò loro durante la settimana. Ma vedrete che il panettone Novellino lo mangia». A.B.
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