Il Tirreno

Livorno

Aria strana nel dopo-partita: Spinelli era a Montecarlo, tocca al direttore tecnico dettare la linea della società

Perotti: faremo il punto dopo il Brescia

dall'inviato Alessandro Bernini
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JELLA. Bernardini anticipa Masucci poi dovrà uscire

«Sarebbe bastato poco per strappare il pareggio e una boccata di ossigeno»

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 MODENA. C'è un clima teso a fine partita. Aldo Spinelli non si è presentato, era a Montecarlo e si è fatto mettere al corrente di quanto successo da Perotti. Anche questo comunque è un segnale.  In altri tempi il presidente non si sarebbe mai perso una partita così delicata. Ci sono invece Attilio Perotti e Giovanni Gardini. Il primo va via dopo poco, sale in auto e torna a Genova. Il secondo si intrattiene un po' coi giocatori fuori dal pullman. Si forma un piccolo gruppetto composto da Luci, Miglionico e Salviato, tre di quelli che "contano" nello spogliatoio.  Novellino passeggia nervosamente. C'è qualcosa che non lo ha convinto sino in fondo. Potrebbe tornare il pugno duro, quello usato ad esempio con Russotto, neanche convocato «perché fa tardi la sera e non fa vita da professionista». Di voci ne girano tante. Qualcosa è vero, qualcosa no. Situazioni che comunque saltano sempre fuori quando le cose vanno male.  Attilio Perotti, nel viaggio verso Genova, spiega comunque che si va avanti con Novellino. «Il punto della situazione col presidente lo avevamo già fatto in settimana, le cose non sono cambiate». Ovvero? «Avevamo due partite prima della sosta, dopo il Brescia faremo un punto della situazione. Qui abbiamo perso per alcuni errori banali ma non avevamo giocato male».  Proviamo noi a tradurre in parole più chiare. L'idea era di decidere il futuro di Novellino dopo la partita col Brescia, a meno di un clamoroso tonfo a Sassuolo. Ora, a Sassuolo la sconfitta è arrivata ma non così drammatica nella sostanza e nella forma. Per cui è giusto (secondo i dirigenti amaranto) dare a Novellino la possibilità di rialzarsi col Brescia.  Torniamo a Perotti: «Io non parlo di partita decisiva col Brescia. Non ha senso dire che l'allenatore è in pericolo. Tutti gli allenatori, al momento in cui decidono di fare questa carriera, sanno che il loro tempo è sempre un lavoro a tempo determinato. Dispiace perché sarebbe bastato poco per evitare la sconfitta e prendere una boccata di ossigeno». Già, ma è da troppo tempo che "sarebbe bastato poco e invece...".

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