Il Tirreno

Livorno

Un post-partita in Prima Categoria nel grossetano

«Quella volta assediato e salvato dai carabinieri»

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 LIVORNO. Ma episodi del genere non sono una novità per i fischietti labronici. Uno di loro, sempre in forma anonima come vuole l'Aia, racconta il post partita di una match di Prima Categoria diretto nel grossetano: «Siamo sul 2-2, nel recupero i padroni di casa chiedono un calcio di rigore che io non assegno. E così ecco il classico diluvio di insulti e offese. Fin qui, tutto nella pazza routine di questo mondo. Ma dopo il triplice fischio gran parte della squadra locale mi accerchia e il capitano, proprio colui che dovrebbe sinonimo di correttezza, inizia a spingermi con violenza. Fortunatamente intervengono il portiere e un dirigente, che riescono a calmare le acque stroncando sul nascere una pericolosa colluttazione. Ma non finisce qui. A quel punto vado nello spogliatoio, ma i tifosi sono così inferociti che cercano di entrare. Soltanto grazie all'intervento dei carabinieri la situazione torna alla normalità». Il racconto del direttore di gara livornese ha una morale: «All'epoca dei fatti avevo la stessa età dell'arbitro picchiato e minacciato sabato. Lui avrebbe dovuto interrompere la gara: non c'erano le condizioni per portare a termine quella gara. Ma capisco che non è facile gestire una situazione simile. Reagire a certi episodi dipende dal carattere. Io mi sono detto: "Ok, posso anche aver sbagliato. Ma questi sono matti". Un altro avrebbe potuto abbandonare questo sogno». (G.T.)

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di Redazione web