Gioco
Perticone nel mirino di Monzon
Fabrizio Pucci
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SOTTO ACCUSA. Romano Perticone «Si è arreso subito, mi ha bruciato un cambio. Sono arrabbiatissimo»
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LIVORNO. The day after. La sanguinosa sconfitta interna con l'Ascoli è una ferita ancora aperta. Le telecamere hanno ripreso una 'non prestazione' imbarazzante: un pessimo spot per il calcio colorato di amaranto. Una brutta figura che ha tolto ore di sonno a tifosi e addetti ai lavori. Di certo ha passato una notte tormentata Walter Novellino che a freddo ha analizzato la situazione in un sabato lungo e triste come solo certi giorni di novembre sanno essere. Walter, quali sono le tue sensazioni? 8Sto male. Molto. Tra l'altro alla luce dei risultati di oggi (ieri ndr), sarebbe andato benissimo anche un punto. Adesso c'è da lavorare duramente per uscire da questa situazione. A Cittadella avevamo reagito due volte. Con l'Ascoli è stato un altro Livorno. Non riesco a darmi pace». L'impressione è che sia venuta meno la grinta. E per un uomo del tuo temperamento questo deve essere inaccettabile.. «Esatto. Mi spiego. Se io non sono più forte degli altri, almeno devo lottare. Devo giocare con cattiveria e in velocità dal primo all'ultimo minuto. E invece questo non è accaduto. L'Ascoli in questo senso ci ha dato una lezione. I loro giocatori non riscuotono lo stipendio, la squadra è pluripenalizzata. Eppure hanno buttato sul campo tutto quello che avevano. Il mio Livorno no. E sia chiaro. Tutti quanti noi veniamo regolarmente pagati. Ecco. Questo atteggiamento mi ha profondamente deluso». In particolare che cosa non ha funzionato? «Avevo preparato la partita in un certo modo. Sapevo che l'Ascoli si sarebbe chiuso a riccio. Avevo chiesto maggiore velocità e molti passaggi in meno. E invece abbiamo trovato tante difficoltà». La squadra è soggetta ad alti e bassi spaventosi. E anche i singoli giocatori non riescono a fornire un rendimento accettabile costante. «E' vero. Ma il gruppo è questo. E' giovane e deve lavorare. Contro l'Ascoli per esempio Bigazzi (che con il Pescare era stato tra i migliori) non è riuscito ad attaccare bene lo spazio. Dionisi (che comunque ha l'attenuante del recente infortunio) è incappato in una serataccia che ha finito per condizionare anche Paulinho dal quale, però, mi attendo qualcosa di più. E poi non dimentichiamoci che mi sono dovuto bruciare un cambio a metà primo tempo e questo non mi va giù. Ecco, vedere Perticone che alza bandiera bianca per un lieve malessere non mi è piaciuto. Mi ha fatto male. Il Livorno deve andare avanti a tutto». Hai spesso parlato della fatidica quota 50 punti, quella che teoricamente garantisce la salvezza. Lo scivolone con l'Ascoli ti preoccupa in questo senso? «No. Non siamo la squadra più forte del campionato, la qualità del gruppo la conosciamo, ma credo comunque che abbiamo la cifra tecnica per fare buone cose. Dopo tutto, nonostante gli errori commessi di recente, abbiamo ancora una delle difese più affidabili della serie B. Avete visto Knezevic? L'altra sera è stato bravissimo. Senza alcune, gravissime distrazioni dei singoli, a quest'ora avremmo 26-27 punti in classifica e saremmo tutti felici».
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