Il Tirreno

Livorno

Alfio Bartoli, la bandiera dell'Uisp

Mario Orsini
Alfio Bartoli, la bandiera dell'Uisp

Premiato dal Coni come dirigente sportivo dell'anno in Toscana

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 LIVORNO. Dirigente Sportivo Uisp dell'anno per la Toscana. Un premio prestigioso per Alfio Bartoli (nella foto) da parte del Coni. La consegna, nello splendido salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, gremito come nelle migliori occasioni. Alfio Bartoli, un mito dell'associazionismo sportivo labronico, è il decano dei dirigenti Uisp. E alla bella età di 81 anni, compiuti il 27 ottobre, non pensa neppure lontanamente a mettersi da parte. Anzi rilancia. «Chiariamo subito che non è un premio alla carriera. Seppure, per ragioni familiari, abbia un po' meno tempo libero a disposizione, entusiasmo e voglia di continuare sono sempre vivi. Attualmente sono presidente del Consiglio Direttivo, responsabile dell'annuario e tesoriere del Palio Marinaro».  Alfio poi guarda, con un pizzico d'orgoglio e nostalgia, indietro. «Della prima tessera, con il numero 380, ne conservo ancora una copia. Era il 1948. L'Italia aveva alle spalle il ventennio fascista e una guerra rovinosa. Nel nostro paese c'era tanta voglia di riaffermare i valori della democrazia, della partecipazione e di fare un po' di sport genuino. Con questo spirito nacque l'Uisp, acronimo di: unione, italiana, sport, popolare, poi modificato in sport per tutti. Io sposai con entusiasmo questo progetto, quest'idea di sport a misura d'uomo, per agonisti e amatori».  Inutile sottolineare la soddisfazione di essere chiamato sul palco, per ricevere la coppa, dalle mani del presidente'Uisp regionale: Ugo Bercigli. «Confesso che mi sono un po' emozionato. Per me l'Uisp è sempre stata una seconda casa. In 63 anni non ho mai saltato un tesseramento e ho ricoperto, con passione e entusiasmo tanti incarichi».  Per Alfio Bartoli il premio dell'altro giorno va a fare compagnia a tanti altri ricevuti negli anni. Tra questi: lo "Spillo d'Oro", le "Nozze d'Oro con lo Sport" e, nel 1996, al termine della sua attività come Giudice di gara, quello molto ambito di: "Una Vita per il ciclismo".

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