Gioco
Guarda chi si rivede: Novellino ci prova con lo storico 3-5-2
Fabrizio Pucci
Perotti spiega la strategia del mercato «Sfoltire e mettere due pezzi di qualità»
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LIVORNO. Una giornata particolare. Non si tratta del remake del famoso film di Ettore Scola. Noi voliamo a quota decisamente più bassa. Questo mercoledì, però, in effetti, è stato diverso da tutti gli altri. Tanto per cominciare è stata annullata la classica partitella in famiglia perché (e questo è la seconda 'anomalia') siamo vicinissimi alla partita di campionato visto l'anticipo a domani della sfida con l'Ascoli. Infine, e questo è probabilmente il dato più sensibile, Novellino ha rispolverato un vecchio amico: il 3-5-2. Ritorno al passato. In principio fu Osvaldo Jaconi. Anno del Giubileo 2000. Fu proprio il Vodz ad adottare quello schema che si rivelò vincente e che ci ha accompagnato nei migliori anni della nostra vita. Poi arrivarono Donadoni (che dopo aver abbracciato il 4-4-2 fece marcia indietro dopo un lungo conciliabolo con il gruppo all'indomani di una sconfitta interna con la Ternana) e poi tutti gli altri. Da qualche anno il nostro modulo 'amuleto' era finito in soffitta. Fino a sabato scorso quando Novellino lo ha riproposto nella seconda parte del match di Cittadella, immancabilmente pareggiato con rete segnata al 90' altrimenti che amuleto sarebbe. E ieri Monzon, chiaramente più per convinzione e necessità che per scaramanzia, ha provato di nuovo la difesa a tre. Prove tecniche. Singolare il tipo di allenamento: una sorta di pallamano. Niente utilizzo dei piedi. Ma posizione ben chiare sul campo. Difesa a tre con Bernardini centrale, Perticone a destra e Knezevic a sinistra. Il croato, tra l'altro ha pure ricevuto un pestone e per alcuni minuti ha lasciato il campo dolorante. Alti, fino sulla linea dei centrocampisti i due esterni: Schiattarella e Lambrughi. In mezzo Barone, Prutsch e Belingheri. Davanti la coppia inamovibile: Paulinho-Dionisi. Quello che dovrebbe essere il centrocampo titolare, composto da Genevier, Luci, Filkor e Remedi, era dalla parte opposta. Per domani sera i quattro sono in lizza per tre maglie. Il nuovo schema è molto elastico. E la difesa a tre può diventare velocemente a quattro quando uno dei due esterni si abbassa. Perotti c'è. Il nuovo direttore tecnico non si perde un allenamento. Segue con occhio clinico l'evoluzione dei lavori. Sorride quando vede Nicola Caccia darci dentro con l'entusiasmo di un ragazzino. Peccato che l'ex bomber del Piacenza sia qui solo in veste di tecnico. Poi il referente di Spinelli, sollecitato sull'argomento, ammette: «A gennaio dobbiamo alleggerire la rosa per tre motivi. Primo: è opportuno che chi gioca meno vada a fare esperienza altrove. Secondo: Novellino non deve lavorare con un gruppo extralarge. Terzo: in questo modo possiamo abbassare il monte ingaggi e fare uno o due acquisti mirati». Lo stakanovista. Francesco Bardi è tornato alla base dopo la parentesi azzurra con l'Under 21 di Ferrara. Dopo la partita di Casarano con l'Ungheria è tornato a notte fonda. Ma ieri si è subito messo a disposizione di Boccafogli insieme a Mazzoni, De Lucia e Ricciarelli.
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