Gioco
Paulinho prende per mano il Livorno
dall'inviato Alessandro Bernini
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ABBRACCI. Paulinho festeggiato dopo il 2-2 a sinistra: loccasione mancata da Dionisi sotto: testa di Belingheri Al 90' evita la beffa a Cittadella e regala agli amaranto un pareggio sacrosanto
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CITTADELLA. Allora si è sbloccato davvero. Che gol. Paulo Sergio Betanin adesso ha preso in mano il Livorno. L'aveva condotto alla vittoria col Pescara, l'ha salvato con le unghie al 90' a Cittadella. Un gol splendido, pesante, di quelli che fanno la differenza: non è tanto il punticino in più o in meno che stravolge la classifica, ma vuoi mettere l'aria pesante che avrebbe tirato dopo una sconfitta? Immaginiamo già l'umore nero del presidente e i processi interni. E invece Paulinho, al terzo gol in due partite, ha tirato fuori dal cilindro una magia proprio al 90': cross dalla destra di Luci, stacco di testa imperioso del brasiliano e tutti a casa con un 2-2 meritato. Riflessione. Chiariamo un concetto. Questa rete regala al Livorno un punto giusto, ma bisogna anche essere onesti: al 90' eravamo sotto di un gol e non esiste rischiare di perdere partite del genere. A volte è come se il Livorno volesse complicarsi la vita. Prendete i gol di ieri: il primo è arrivato su un calcio piazzato con Martinelli completamente solo in area, il secondo addirittura in contropiede. Errori che hanno mandato in bestia Novellino (nell'intervallo i muri tremavano), cultore storico della fase difensiva. Schiaffo e pugno. Il Livorno è sembrato il protagonista di un film di Bud Spencer e Terence Hill. Ha preso uno schiaffo da Martinelli al 33' del primo tempo, si è rialzato e ha reso un pugno a inizio ripresa con Schiattarella; ha aperto di nuovo la guardia e ha ripreso una sberla da Schiavon a un quarto d'ora dalla fine, si è di nuovo messo in piedi e al 90' ha piazzato il suo destro. Insomma, per dare il meglio di sè questa squadra ha bisogno di essere sotto pressione. È come se un avversario dal nome non roboante togliesse qualche stimolo al Livorno. Per fortuna comunque che al gruppo l'orgoglio non è mai mancato (tranne, forse, a Modena), ed è una delle ragioni per cui questo Livorno ispira simpatia e merita di essere sostenuto. La novità tattica. Oltre al punto, questa partita ci regala però anche un segnale molto importante a livello tattico in ottica futura. Nel secondo tempo infatti, per la prima volta in questa stagione, Novellino ha provato il 3-5-2. Eravamo sull'1-1, col Cittadella che spingeva come un ossesso e il Livorno troppo rintanato dietro. Ecco la mossa: fuori Schiattarella, dentro Knezevic, difesa che diventa a tre con Bernardini-Perticone-Knezevic, mentre Lambrughi e Salviato si alzano a centrocampo. Un progetto sul quale Novellino rimuginava da tempo, anche se non lo aveva mai provato in allenamento. Può essere un segnale sul Livorno del futuro. Ma la punta? Un'ultima considerazione. Il Livorno non aveva neanche una punta in panchina visto che Dell'Agnello era stato mandato in tribuna. Le scelte di Novellino (per ora) sono chiare: Dell'Agnello e Volpato non lo convincono. Ora: se disgraziatamente Paulinho e Dionisi avessero preso un colpo, avremmo giocato il finale sotto di un gol e con una sola punta. In vista di gennaio bisogna rifletterci bene.
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