Gioco
«Il mio Livorno, giovane e ambizioso»
Fabrizio Pucci
Attilio Perotti si presenta: starò in città a tempo pieno, con Spinelli piena sintonia
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Lascia o raddoppia? Lo storico dilemma che da sempre accompagna l'avventura di Aldo Spinelli al timone del Livorno ha rischiato di riproporsi dopo le sconfitte di Modena e Padova: due scivoloni che avevano portato il morale e l'umore del patron sotto il livello di guardia. Poi è arrivato il corroborante successo con il Pescara e l'annuncio del ritorno in società di Attilio Perotti, vecchia conoscenza fin dal primo anno di serie A. Insomma: altro che paventato disimpegno. Spinelli riempito una nuova casella dell'organigramma. E ieri, un normale allenamento di metà settimana è diventato una ghiotta occasione per chiarire il ruolo della new entry. A volte ritornano. Forse non è il caso scomodare Giambattista Vico e la sua visione ciclica della storia. Ma la parabola di Perotti sembra proprio uscita dalla penna del filosofo napoletano per il quale gli eventi sono destinati a ripetersi periodicamente. Così ecco il ritorno a Livorno del dirigente bresciano: «Ricordo di aver partecipato ai festeggiamenti dei novant'anni di vita della società amaranto nel 2005 ai tempi di Donadoni ma il mio rapporto Spinelli si interruppe dopo soli tre mesi di collaborazione. Non ci fu alcuno screzio. Non potevo garantire una presenza costante e il contributo che il presidente desiderava. Per questo motivo preferii abbandonare. Oggi invece posso dedicarmi a tempo pieno alla mia nuova attività». Nuovo incarico. Perotti ripercorre con la memoria le tappe che lo hanno ricondotto qui: «A Livorno mi occupavo del settore giovanile. La stessa mansione l'ho svolta a Piacenza prima di tornare da voi. Adesso però il mio compito è diverso. Sono il referente tecnico e organizzativo del presidente». Messa così, la nuova carica, sa tanto di burocratese, ma il neodirigente si affretta a chiarire: «Spinelli è molto impegnato a Genova con il suo lavoro e viene a Livorno solo di rado. Io sono chiamato a sostituirlo quando è assente». In sostanza sarà il nuovo direttore tecnico. Escluso pure il rischio di collidere con l'attuale dg. «Il dottor Gardini - argomenta - si occupa dell'area amministrativa. Per esempio adesso si trova a Milano per presenziare alla riunione di Lega». L'attualità. È di nuovo in sella da pochi giorni, ma l'ex tecnico del Genoa è già operativo e sa perfettamente dove mettere le mani: «Effettueremo accurate valutazioni sulla squadra per capire che cosa possiamo fare: chi può arrivare, chi è bene che parta o resti. Il caso De Lucia? Il ragazzo ha il contratto in scadenza tra due anni e mezzo e questo rende difficile trovargli una sistemazione. Ma lavoreremo anche su questo. Dite che la squadra ha bisogno di una prima punta? La scelta è di puntare su Paulinho e Dionisi. E di attaccanti centrali in rosa ne abbiamo due: Dell'Agnello e Volpato. E' importante capire che contributo sono in grado assicurare». I progetti. Perotti ha le idee chiare sul futuro del Livorno: «Sposo in pieno la filosofia del presidente. L'idea di puntare sui giovani è ampiamente condivisibile e lo è ancora di più in un periodo di crisi generalizzata come questo. La politica è quella di puntare su quattro, cinque giocatori importanti attorno ai quali costruire una squadra da battaglia e da corsa. Sono i giocatori emergenti la vera risorsa. E noi dobbiamo essere bravi a trovarli sul mercato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
