Il Tirreno

Livorno

«L'esempio è Barone»

Fabrizio Pucci
<b> SUPER. </b>Simone Barone (con Luci e Paulinho) e Andrea Agostinelli ex giocatore e tecnico ora opinionista televisivo
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SUPER. Simone Barone (con Luci e Paulinho) e Andrea Agostinelli ex giocatore e tecnico ora opinionista televisivo

Agostinelli: ragazzi, seguite lui e Novellino

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 LIVORNO. Indecifrabile. Ecco l'aggettivo che fotografa il rendimento degli amaranto. 'Triplete' a Juve Stabia e Pescara. E poker all'AlbinoLeffe. Attacco atomico? Macché: nelle altre undici partite i nostri hanno esultato appena sei volte. Devastanti in alcune circostanze, smarriti in altre. Peccati di gioventù: l'esperienza non la si compra al supermarket. Così nel primo segmento della stagione il Livorno è salito sull'altalena. Insomma.  Chi ci capisce qualcosa è bravo. E allora parola all'esperto: all'allenatore Andrea Agostinelli (l'anno scorso al Portogruaro, ma artefice di una incredibile promozione della Pistoiese tra i Cadetti nel 1999), adesso apprezzato opinionista televisivo che segue con occhio molto attento proprio la serie B, campionato sul quale ha le idee chiarissime.  Agostinelli, siamo a un terzo della stagione. I valori espressi dal campo sono definitivi o c'è ancora spazio per qualche ribaltone?  «Credo che ormai il campionato abbia acquisito una sua fisionomia ben chiara. Il Torino è la squadra da battere. E dietro i granata ci sono due squadre rivelazione come Sassuolo e Pescara, che a me piacciono molto. Sono convinto che emiliani e abruzzesi abiteranno a lungo nei quartieri alti della classifica. Hanno bisogno di qualche ulteriore verifica, ma ormai sono due realtà consolidate. Mi convince un pochino in più il Pescara: ha una squadra giovane, entusiasmo e una piazza che dà una spinta incredibile. Sì, i ragazzi di Zeman sono molto pericolosi».  La delusione è la Sampdoria...  «Per ora sì, ma sono certo che recupererà il terreno perduto. Ha tempo e mezzi tecnici per farlo. Per me resta la favorita numero uno insieme al Torino».  Concentriamoci sul Livorno.  «Volentieri. Dico subito che sabato ha compiuto un'impresa. Come ho detto prima tengo nella massima considerazione il Pescara e averlo battuto con una prestazione importante come quella dell'altro giorno non è cosa da poco».  Detto questo, che opinione si è fatto degli amaranto?  «Stanno disputando un ottimo campionato. L'organico è buono, ma non di prim'ordine. Mi spiego: la squadra mi pare ben attrezzata, ma non da vincere il campionato. Poi però non è detto che non possa rientrare in corsa per un posto nei playoff».  Diceva dei giovani del Pescara: anche il Livorno ha un'età media molto bassa...  «Lo so. E sono convinto che i ragazzi amaranto cresceranno sotto la guida di un grande allenatore come Walter Novellino. Lui è una garanzia. E' questo il motivo per cui, sebbene ci siano squadre oggettivamente più forti del Livorno, non mi sento di escluderlo dalla corsa al sesto posto».  In una squadra giovane forse manca la figura del leader. E' un problema?  «No, perché il leader il Livorno ce l'ha: è proprio Novellino. Walter lo è per carattere, e poi deve diventarlo per forza visto che guida un gruppo giovane. Quella di puntare sulla linea verde è una politica che a me piace e che, in un periodo di crisi economica come questa, è l'unica percorribile. Se poi il timoniere è uno come Novellino, tanto meglio».  Se dovesse indicare un giocatore del Livorno su cui puntare a occhi chiusi, chi sceglierebbe?  «Ho pochi dubbi: Simone Barone. Se recupera uno standard di forma accettabile può essere l'uomo in più degli amaranto. Lui deve tornare quello di prima. Attenzione: non si diventa campioni del mondo per caso. Lui non è stato un buon giocatore, è stato un grande giocatore. E soprattutto mi preme sottolineare che sul piano umano Simone è un fuoriclasse. Uno di quei calciatori che ogni allenatore vorrebbe avere nel proprio spogliatoio. A Livorno sta accettando anche di partire dalla panchina e antepone gli interessi della squadra a quelli suoi personali. Non so quanti uomini con un curriculum come il suo avrebbero dimostrato tanta umiltà. Simone è esemplare. Se i ragazzini del Livorno seguono lui e Novellino, vedrete che gli amaranto stazioneranno nella parte sinistra della classifica».  Il periodo negativo quindi è alle spalle?  «Mai cullarsi sugli allori. La serie B è un campionato molto difficile. Di sicuro la vittoria di sabato contro il Pescara è stata molto importante».

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