Il Tirreno

Livorno

Paulinho, il videogame della vittoria

Renzo Marmugi
<b> ABBRACCI E BACI. </b>Paulinho festeggiato dopo il primo gol a destra: Salviato
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ABBRACCI E BACI. Paulinho festeggiato dopo il primo gol a destra: Salviato

Miracolo contro il Pescara e il brasiliano si sblocca firmando una doppietta

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 LIVORNO. Cortocircuito a Zemanlandia. Il luna park del calcio spettacolo finisce al buio al "Picchi", dove un Livorno senza Dionisi - tenuto a riposo per un risentimento al ginocchio già infortunato - riscuote applausi convinti, segna tre reti e finalmente ritrova il vero Paulinho. Che si sblocca al 23' della quattordicesima giornata, dopo un digiuno infinito, e poco dopo firma la sua prima doppietta in serie B. Ci voleva un miracolo per battere questo Pescara in striscia positiva da 7 giornate (19 punti) e reduce da cinque vittorie consecutive.  Walter Novellino non ha le stimmate del santo, è un essere umano che crede soltanto nel lavoro, perciò ha ordinato agli operai amaranto pressing alto, raddoppi in ogni zolla del campo, ritmi alti, sacrificio totale. E soprattutto di prendere l'iniziativa senza chiudersi troppo, perché tanto prima o dopo l'attacco atomico degli abruzzesi (32 gol, secondo posto stagionale in Europa) la via del gol l'avrebbe trovata.  Una partita preparata benissimo sul piano tattico e messa in pratica alla perfezione dalle tute blu del suo Livorno. Partito con un 4-1-4-1 camaleontico, dove Luci era il frangiflutti davanti alla difesa e gli esterni Schiattarella e Bigazzi dovevano macinare chilometri in un sabato di sacrificio quando c'era da ripiegare, sostenendo invece Paulinho in attacco a ogni minima occasione di ripartenza. Eppure per il Pescara le cose si erano messe benissimo: amnesia di Perticone che sbaglia il controllo davanti all'area, Cascione come Mandrake gli sfila in tackle la palla dal piede e fulmina Bardi (21').  Poteva essere un macigno al collo per questo Livorno depresso da un misero punto raccolto nelle ultime quattro partite, il biglietto verso l'abisso. Invece due minuti dopo ecco il coniglio che esce dal cilindro di Paulinho. Il brasiliano guadagna una punizione dal limite e la trasforma con un destro nell'angolino basso che infila Pinsoglio proprio sul suo palo. Un gol-liberazione, la fine della macumba.  Dal pareggio gli amaranto hanno ritrovato slancio, con il dinamismo di Filkor e Luci a soffocare l'estro del regista Veratti (classe 1992) e gli altri votati alla corsa, a inseguire gli adriatici nelle loro avanzate in massa, a proteggere una difesa messa sotto pressione dalle serpentine del 'topomatto' Insigne e dal fiuto sotto porta di Sansovini. La diga ha retto, con Salviato ammirevole contro un attaccante più mobile, più basso e più veloce di quel Cutolo che martedì a Padova l'aveva castigato, i centrali difensivi a saltare e respingere ogni pallone, Lambrughi a mettere il silenziatore a Gessa.  Al 37', su una palla rubata rubata da Filkor nella trequarti nemica, l'imbeccata in profondità ancora per Paulinho, con un'autostrada davanti a Pinsoglio, portiere titolare dell'Under 21. Un sombrero per scavalcarlo e la testa per accompagnare la palla in rete. E' la svolta, comincia un altro film. Che nel secondo tempo porta subito al 3-1 (tacco di Bigazzi che libera il neo entrato Barone, controllo e sinistro da chirurgo), poi il contropiede del possibile 4-1 divorato dallo stesso Barone che non centra la porta.  Il resto è solo rabbia del Pescara, mischie in area, Sansovini che manca la porta da due passi e un generoso, commovente Livorno che spende anche l'ultima goccia di benzina e più di un giocatore con i crampi. Insieme ai titoli di coda ecco tre punti pesanti come l'uranio, un'impennata all'autostima, la gioia infinita di aver ritrovato Paulinho. L'imperturbabile Zeman, sottovoce più di Gigi Marzullo a mezzanotte e dintorni, alla fine ha "cazziato" i suoi giocatori («lenti e leziosi»), ma i meriti del pressing amaranto nel mandare in tilt la squadra più in forma della serie B sono innegabili. Comincia un altro campionato?  LIVORNO: 3   -   PESCARA: 1  LIVORNO (4-1-4-1): Bardi 6.5; Salviato 6.5, Perticone 5.5, Bernardini 6, Lambrughi 6, Filkor 6.5 (38'st Belingheri sv), Luci 6.5, Remedi 6 (11'st Barone 6.5), Schiattarella 6 (27'st Piccolo sv), Bigazzi 7, Paulinho 7.5. In panchina: Mazzoni, Prutsch, Meola, Dell'Agnello. Allenatore: Novellino 6.5. PESCARA (4-3-3): Pinsoglio 5.5; Zanon 6, Brosco 6, Capuano 6, Balzano 5.5, Gessa 6 (20'st Togni sv), Verratti 6, Cascione 6, Sansovini 6, Maniero 6 (20'st Immobile sv), Insigne 6. In panchina: Cattenari, Romagnoli, Petterini, Soddimo, Kone. Allenatore: Zeman 6. ARBITRO: Cervellera di Taranto 6. RETI: 21'pt Cascione, 24'pt Paulinho, 37'pt Paulinho, 14'st Barone. NOTE: cielo coperto, campo in buone condizioni. Spettatori 4070 (di cui 3075 abbonati) per un incasso globale di 21.644,77 euro. Ammoniti: Maniero, Insigne, Sansovini, Filkor, Salviato, Barone. Espulso al 14' st il preparatore atletico del Livorno. Angoli: 5-4 per il Pescara. Recupero: 2'e 5'.

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di Redazione web