Gioco
Novellino, il sole esiste per tutti
Dario Serpan
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GRINTA E GIOIA. Walter Novellino in panchina e lesultanza di Barone dopo il 3-1 Zeman: «La sconfitta? Siamo stati lenti e leziosi»
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LIVORNO. Golf amaranto e sorriso stampato in volto, dopo aver sbraitato per 90 minuti come un leone in gabbia, perché quel recinto dell'area tecnica proprio non fa per lui. «Sì, è vero - ammette Novellino - varco spesso la linea, ma io non ho mai offeso nessuno ed è per questo che non mi squalificano». Quel che conta è che al triplice fischio "Monzon" ritrova la vittoria con il suo Livorno: «Tre punti che ci volevano - dice il mister -, per crescere e continuare a inseguire il nostro primo obiettivo». Ovvero? «Arrivare a 50 punti il prima possibile e solo dopo vedremo se saremo in corsa per traguardi più nobili». L'esperienza insegna e detta il cammino di una squadra giovane e per sua natura altalenante, ma ieri è stato il Livorno a chiamare fuori il sole in un pomeriggio grigio, in pieno 'mood' autunnale. Raggi e colori scesi da un cielo a cui si è rivolto l'eroe della giornata, dopo la doppietta che ha messo le ali agli amaranto. Mister, finalmente si è sbloccato Paulinho: «Sono molto felice per lui, si merita questa gioia perché da troppo tempo si portava un gran peso sulle spalle. Il fatto che si sia sbloccato ci aiuterà tanto nelle prossime gare, e a lui serve per chiudere la porta a un periodo di sfortuna nera. Detto questo - prosegue il tecnico di Montemarano - mi preme sottolineare che tutti hanno dato grande intensità alla nostra prestazione. Era l'unico modo per mettere alle corde il Pescara». Cavallette in serie utile da 7 turni, nonché reduci da 5 vittorie: numeri e orgoglio per presentarsi, al fischio d'inizio, in 8 sulla linea della palla. Un'istantanea che fa impressione, non è così? «E' vero - ribatte Novellino -, ma io conosco bene Zeman e so cosa bisogna aspettarci da uno come lui. Sono contento per il suo ritorno, come di altri allenatori bravi a cui sta stretta questa categoria. Quanto alla partita, sono contento perché non ci siamo difesi e basta, abbiamo attaccato e creato tante occasioni da rete». Tre gol e attacco brillante, nonostante l'assenza in extremis di Dionisi, costretto ai box da un problema fisico: «Federico è una grande persona e un gran giocatore - dice "Monzon" -. A lui devo molto, ma stavolta non ha giocato perché i medici non hanno dato l'ok. Sarebbe stato un rischio schierarlo, anche se lui voleva esserci a tutti i costi». In zona mista, con fare austero e sempre signorile si ferma anche il boemo Zdenek Zeman, tecnico del Pescara. Questa la sua analisi del match: «La mia squadra ha giocato sottotono, siamo stati lenti e leziosi. Varretta ha tenuto troppo la palla, anziché verticalizzare per dare più profondià al nostro gioco. I gol subiti? Sul primo c'è stata un'uscita sbagliata da parte della difesa, mentre il terzo gol del Livorno è nato da un'azione in cui c'era un fallo non fischiato a noi. Devo parlare con la squadra, ma penso che abbiamo comunque provato a giocarcela fino all'ultimo».
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