Il Tirreno

Livorno

Ora Novellino alza la voce

Fabrizio Pucci
<b>GRAZIATO.</b> Walter Novellino
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GRAZIATO. Walter Novellino

Sabato c'è il Pescara: lezione di tattica e novità in vista

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 TIRRENIA. Subito in campo. Senza tregua. Il calendario impone i suoi ritmi forsennati ed è opportuno iniziare a preparare la sfida di sabato allo scatenato Pescara di Zeman. Il 'down' dell'Euganeo, però sembra aver lasciato il segno. E non solo perché la ferita è ancora fresca. Nel gruppo le facce sono scure. C'è poca voglia (e nessun motivo) per scherzare. Si lavora. E duramente. Incrociamo Novellino (l'espulsione di Padova gli ha "regalato" 3000 euro di multa e una diffida) ai margini del campo centrale del centro Coni.  I ragazzi stanno effettuando il riscaldamento al bordo della pista di atletica. Il 'secondario' non è ancora libero e c'è da attendere qualche minuto. Un piccolo contrattempo che in altri momenti avrebbe strappato un sorriso. Non in questo livido mercoledì. Confabula con Nicola Caccia, uno che a dispetto degli 'anta' se fosse tesserato, una mano là davanti la darebbe eccome. Trascorrono dieci minuti. La truppa si sposta sul campo finalmente agibile. E l'uomo di Montemarano si fa sentire. Non è più tempo della carota. Ora c'è da alzare il livello della voce per scuotere la squadra. Tiene tutti sulla corda, "Monzon". E' lui il valore aggiunto, il leader di un gruppo che ha bisogno come il pane di ritrovare il feeling con i tre punti in tempi brevissimi.  Lezione di tattica. Nella prima parte dell'allenamento Novellino affila le armi da opporre al Pescara. Chiede corsa, sacrificio, dedizione e soprattutto applicazione dei concetti spiegati in venti minuti di soli movimenti senza palla. Prima di dividere il gruppo in due tronconi (defaticante per chi ha giocato a Padova, partitella per gli altri) Walter Alfredo illustra i movimenti del tridente zemaniano. Nel silenzio del Centro Coni risuonano i nomi dei prossimi avversari: «Insigne, Sansovini, Cascione». Il mezzogiorno e mezzo di fuoco sembra un ricordo lontano eppure quella biancoscudata è una foto recentissima. Ma "Monzon" ha già fatto le radiografie al 'Delfino' pescarese. Deve aver lavorato anche di notte. E ora è lì, a mettere le basi per la risalita in classifica.  Ala ferita. Non si vede Rampi. La battaglia di martedì all'Euganeo gli ha lasciato in eredità un piede gonfio come un melone. Ma per fortuna i test a cui è stato sottoposto l'esterno umbro hanno escluso fratture, è solo una forte contusione. Qualche giorno di riposo, terapie e cure al posto dell'allenamento quotidiano. Poi il 'pianista' perugino tornerà in gruppo. Impossibile, però, vederlo sabato contro i biancocelesti. Peccato. Il suo rendimento, dopo una piccola (comprensibile) flessione era tornato a lievitare.  Abbozzo di formazione. Tra le pieghe di un allenamento senza palla ecco sbocciare il Livorno anti-Pescara. A giudicare dalle scelte di Novellino i dubbi sono solo due. In difesa c'è il rientro di Lambrughi a sinistra. Confermati in mezzo Bernardini e Perticone, mentre a destra c'è ballottaggio tra Salviato e Meola. "Monzon", infatti, li fa giocare insieme: l'uno è l'ombra dell'altro. Lo stesso accade a centrocampo dove Barone e Remedi sembrano busta e francobollo. Lo schema sembra un 4-1-3-2 con Luci davanti alla difesa (Genevier è squalificato), Schiattarella largo a destro e Filkor dalla parte opposta. Davanti Paulinho-Dionisi.  Gli altri. Hanno lavorato a parte Miglionico, Siligardi e Knezevic, effettuando una lunga serie di giri di campo. Salteranno la partita di sabato. In un momento così complicato l'infermeria non accenna a svuotarsi. Piove sul bagnato. Bisogna stringere i denti e aspettare tempi migliori.

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di Redazione web