Il Tirreno

Livorno

Stavolta Novellino è una iena

dal nostro inviato
<b>ESPULSO. </b>La rabbia di Novellino, appena cacciato
◗
ESPULSO. La rabbia di Novellino, appena cacciato

«Non vorrei ci fosse un disegno contro me e il Livorno»

2 MINUTI DI LETTURA





 PADOVA. «Se certe cose le fa Antonio Conte sulla panchina della Juventus è un sanguigno, se le faccio io sono un casinista e devo essere espulso». Walter Novellino arriva in sala stampa e sputa il rospo che aveva in gola dalla mezz'ora del primo tempo. Cacciato per la terza volta (Empoli, Gubbio, Padova), la seconda consecutiva. «E' umiliante subire questo trattamento a 57 anni da un arbitro che ne ha 32 o 33. Io ho molto rispetto dei direttori di gara, cerco di aiutarli col mio modo di essere e richiamando magari un mio giocatore che va a protestare col quarto uomo o con l'assistente, ma chiedo altrettanto rispetto per il mio lavoro. Se invece durante una partita non riesco a stare in panchina non aiuto la mia società, allora è giusto che il presidente mi dia una multa e mi rimproveri...».  E' più scuro del solito Walter Novellino. Richiamato dopo neanche un minuto di partita da Giacomelli, in piedi nella sua area tecnica nel tentativo di scuotere gli amaranto da quell'inizio impacciato (all'indirizzo dei suoi ragazzi ha anche urlato «non dovete cagarvi addosso») e poi cacciato al 30', costretto a imboccare tra i fischi il tunnel verso gli spogliatoi. Sbucando qualche minuto dopo sui banchi della tribuna stampa e sbeffeggiato da qualcuno un po' più tifoso che operatore dell'informazione. Poi ha visto il secondo tempo in una tribunetta di plexiglass, accanto al ds veneto Rino Foschi. «Ma ero tranquillo - dice - nessuno mi ha fatto niente».  Quello che non gli va giù è la terza espulsione stagionale, seconda consecutiva. Un "rosso" che gli costerà anche la probabile squalifica contro il Pescara, visto che era in diffida. «Io - tiene a sottolineare "Monzon" - non giudico i singoli episodi, non mi attacco a un rigore che poteva esserci o forse no, dico soltanto che vorrei dagli arbitri lo stesso rispetto che io uso verso di loro. Mi hanno cacciato perché rimproveravo Dionisi di non protestare verso il quarto uomo e l'assistente. Non vorrei che ci fosse qualcosa contro il Livorno e un disegno contro Novellino...».  Parole come pietre che galleggiano nei corridoi dello stadio Euganeo, mentre il tecnico amaranto se ne va. Non prima di aver detto «abbiamo preso il gol su un nostro errore: quando c'è una palla esterna voglio che i miei guardino l'uomo, invece Cutolo è rimasto solo. Ma siamo in emergenza, la squadra è giovane eppure non è questa la classifica che merita il Livorno...». R.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web