Toscana
Lex Perugia esce con le stampelle e ora rischia un lungo stop. Bernardini: «Nervosi e amareggiati»
Botta a un piede, paura per Rampi
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ANSIA. Francesco Rampi, ancora tra i migliori «Speriamo non sia una frattura, è un periodo che ci gira tutto male»
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PADOVA. Francesco Rampi si presenta in sala stampa con una ciabatta al posto della scarpa destra. Il piede è fasciato, gonfio come un melone, non riesce neanche ad appoggiarlo in terra. Si appoggia alla spalla di Alex Bernardini, gli danno una sedia per mettersi almeno a sedere. «E' tutto nero e gonfio - dice il ragazzo venuto da Perugia - il dottore è preoccupato. Speriamo che non ci sia una frattura...Domani (oggi, ndr) farò i controlli medici del caso. Incrociamo le dita. Mi dispiacerebbe dover uscire per un lungo periodo. Com'è successo? Nel finale, mentre stavo per calciare il pallone ho subito un fallo da dietro, un'entrata dura proprio sul piede. Lì per lì non me ne sono accorto, ora invece non sto neanche in piedi». Un'altra sconfitta amara, 1-0 per il Padova che in casa con nove gol ha firmato sei vittorie. «E' un periodo che per noi gira così, tutto a rovescio - prosegue Rampi - la rete del Gubbio è finita anche in televisione a "Striscia lo striscione". Purtroppo la palla non ci va mai dentro, invece gli altri alla minima occasione o al primo tiro in porta ci fanno gol. Peccato perché il Livorno anche qui ha giocato una partita più che dignitosa, non meritavamo di perdere. Il mio secondo tempo da terzino destro? A Perugia ci avevo giocato poche volte, contro il Gubbio il mister mi aveva spostato in quel ruolo per qualche minuto, a Padova invece per tutto il secondo tempo. Io non ho problemi, dove mi fanno giocare vado». Alessandro Bernardini, faccia pulita e sorriso stirato, fotografa il momento nero del Livorno. «Siamo tutti nervosi e amareggiati. Non avevamo ancora smaltito la delusione di sabato contro il Gubbio che subito il destino ci presenta un'altra volta il conto. Un pareggio l'avremmo meritato, invece il Padova ha segnato su quel pallone che ha attraversato tutta l'area, arrivando a Cutolo. Conquistare un punto sarebbe stato fondamentale, per il morale e anche per ritrovare un po' di serenità. La classifica? Io non la guarderei tanto adesso, i conti si fanno alla fine. L'anno scorso a metà girone di ritorno dopo la sconfitta col Crotone sembravamo spacciati, invece il Livorno è arrivato a lottare per i playoff fino all'ultima giornata. I punti ci servono come iniezione di fiducia, solo per quello». Renzo Marmugi
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