Gioco
Si affaccia solo ora alla vela dopo aver studiato in Svizzera e a Milano. Lequipaggio è livornese
Onorato, un nome una garanzia Achille brilla nella classe Smeralda
Sandro Lulli
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LIVORNO. Il mondo della vela accoglie un altro Onorato: si chiama Achille, ha 25 anni. È figlio di Vincenzo, porta il nome del nonno, scomparso nel 2002 a 93 anni, dopo aver creato un impero navale che poi è stato ampliato, sviluppato e reso competitivo da suo padre, armatore capace di regatare in Coppa America e vincere decine di titoli mondiali in tutte le classi. Sorride Achille: «Non sono bravo come lui, però la passione è tanta». Achille Onorato, timoniere, è appena arrivato secondo in una regata internazionale all'Elba, nella classe Smeralda 888. Tre livornesi fanno parte dell'equipaggio. Si tratta di Paolo Carnevali, Francesco Greggio e Matteo Savelli (che ha saltato l'ultimo impegno ma è un pilastro della barca). A bordo anche una ragazza, Gaia Scotti. «La verità - spiega Achille - è che gli impegni mi hanno tenuto lontano dal mare per molti anni perché ho studiato in Svizzera e poi alla Bocconi a Milano dove mi sono laureato in Economia». La vela, insomma, è sempre stata una passione da tenere nel cassetto perché studi e impegni non hanno mai permesso a Onorato di uscire in mare con continuità. Achille Onorato lavora nella sede operativa Moby a Livorno: «Sono sempre sulle navi, mi piace essere una persona che vede, parla, vive i problemi». Per la Moby è responsabile dei servizi di bordo dove segue tutta la parte alberghiera. E da tempo si vocifera che sia in arrivo un incarico di prestigio all'interno del consiglio di amministrazione della Toremar. Il circuito Smeralda (le barche sono simili ai vecchi monoscafi che partecipavano alla Coppa America) vede impegnati velisti di primo piano come Bressani e Vascotto. «Dal 14 al 16 ottobre avremo la finale del campionato e ci piacerebbe chiudere in una posizione di prestigio perchè a Portoferraio pochi giorni fa abbiamo avuto sensazioni positive, con il secondo posto».
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