Il Tirreno

Livorno

«Con questo tifo siamo rinati»

<b>CRESCITA. </b>Simone Salviato
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CRESCITA. Simone Salviato

Salviato: prima si sentivano solo gli ospiti, ma ora...

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 LIVORNO. «A Bari sarà una trasferta lunga, quindi sarebbe dura tornare indietro con un risultato storto. Ma a Vicenza abbiamo fatto bene e vogliamo allungare la serie utile». Orazione di Simone Salviato, protagonista a sorpresa di questo avvio di campionato e anche lui in rotta sul San Nicola di Bari: sabato pomeriggio il Livorno sarà benvenuto al sud.  Negli ultimi tre turni, gli amaranto hanno firmato un colpo esterno a Varese, la prima vittoria in casa con lo Juve Stabia, e poi un pareggio nell'anticipo del Menti. «Il risultato ci sta stretto visto quanto abbiamo attaccato. Ma ci è mancata un po' di fortuna per segnare ancora». E il gol annullato a Barone dove lo mettiamo? «Secondo me il portiere si è buttato in terra quando ha visto che la palla stava finendo in rete. Il gol, insomma, era valido».  Poteva finire come contro la Juve Stabia, quando fu proprio Salviato a siglare il 2-0 che ipotecò il successo. «Quella è stata un'azione veloce, su schema da corner mi son trovato la palla sul sinistro, ma è andata bene». Prima rete in amaranto, segno che il vizio non lo ha perso, perché il ventiquattrenne padovano nasce come esterno alto. «Faccio il terzino da circa 4 anni e devo migliorare la fase difensiva. Per questo cerco di spingere meno, aggredire di più il mio diretto avversario e non dargli lo spazio che concedevo prima».  Quando arrivò Novellino, Salviato fu messo in seconda linea e, nonostante la partenza di Perticone per la Samp, Monzon gli preferiva Bernardini nel ruolo di terzino destro. Cosa è cambiato da allora? «Il mister con me urla abbastanza per cercare di correggere i miei difetti. Io da mesi faccio un lavoro apposito per migliorare e, quando si è fermato Perticone, si è aperto uno spazio per me e così io cerco di ripagare la fiducia concessami dando sempre il massimo».  Fidanzato da 7 anni, con la passione per il cinema e il sushi, e Zambrotta come modello di giocatore. Risalendo dall'Eccellenza, Simone ha smentito chi a suo tempo lo scartò sostenendo che non aveva il fisico per fare il calciatore. Oggi è rinato a Livorno, dove quest'anno sente un clima particolare: «Rispetto all'anno scorso - conclude - c'è più entusiasmo intorno a noi, e alla prima di campionato ho visto la curva piena per la prima volta, così finalmente non si sentono più i cori dei tifosi ospiti». (D.S.)

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di Redazione web