Gioco
La sfida del cuore di Granchi
Andrea Masini
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COACH. Luca Granchi e Riccardo Tedeschi Torna a Livorno da avversario del Don Bosco: «Ma voglio vincere»
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LIVORNO. Pur essendo un livornese purosangue, da qualche anno la sua casa è la Sardegna: a Sassari Luca Granchi si è sposato, e in estate è diventato il capo allenatore della Robur et Fides. Guarda caso, proprio il primo avversario del Don Bosco nel debutto previsto domenica. Classe 1965, vissuta un'importante esperienza a livello giovanile all'ombra dei Quattro Mori, Granchi si è trasferito di un centinaio di chilometri a nord della Toscana sposando il progetto dell'Abc Castelfiorentino, avventura culminata la passata stagione con l'accesso alla semifinale playoff. Luca, domenica tornerai a Livorno per la prima volta da avversario: emozionato? «Un po', ma non troppo: spero di ben figurare, questo sì. Nella speranza di inaugurare la regular season con una bella vittoria. È sempre bene iniziare il campionato col piede giusto». Il debutto a casa Don Bosco nasconde una quantità industriale d'insidie: conosci il roster a disposizione di Riccardo Tedeschi? «È un team molto particolare, composto da ragazzi di talento e da altri che conoscono alla perfezione la categoria, vedi Luca Bernardi. Si tratta di un ottimo playmaker, reduce da un'annata tribolata, ma estremamente voglioso di riprendersi il palcoscenico che merita. Dentro l'area pitturata, inoltre, Saponi rappresenta una variabile impazzita con la sua atipicità». Temi i singoli, o il collettivo del DB? «La politica Don Bosco, senza dubbio. Sappiamo tutti i metodi di lavoro che la società del Pala Macchia adotta e che negli anni hanno permesso di sfornare giocatori del calibro di Cotani, Fantoni, Giachetti, Garri ecc. Di conseguenza so benissimo che tanto dipenderà dalla concentrazioni con la quale scenderemo in campo». Il girone è tosto. «Si tratta del raggruppamento più difficile, con squadre allestite per dominarlo e altre per viverlo da protagoniste. Qualche esempio? La stessa Castelfiorentino, che potrà contare su Marcante e Squarcina, il Basket Lucca di Roberto Russo e le formazioni lombarde che da sempre vantano un'organizzazione da dieci e lode». E la Robur a quale obiettivo punta? «A rientrare nelle prime dieci posizioni, ovvero alla salvezza evitando la bagarre dei playout». Dopo la scomparsa del Basket Livorno, la palla a spicchi labronica ripartirà dalla Divisione Nazionale B: che ne pensi? «Di certo è stato fatto un passo in avanti, anche se la storia del basket livornese racconta ben altre storie. Adesso l'importante è riuscire a calcificare la base, per poi progettare il futuro».
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