Gioco
Niente tappa a Livorno ma si inizia a lavorare già per il 2013
Il Giro d'Italia costa troppo: servivano 160mila euro
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FLASH DAL GIRO. A fianco il passaggio dalla Baracchina Rossa, sopra la salita di Montenero 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Nessuna sorpresa. Il Giro d'Italia non tornerà a Livorno nel 2012 semplicemente perché nessuno, a livello di amministrazione pubblica (Comune e Provincia), ha avanzato una candidatura in proposito. Il motivo? Principalmente economico. Non c'è un euro. O meglio, neppure un centesimo da destinare a una manifestazione sportiva così importante e soprattutto costosa. Un arrivo di tappa del Giro vale non meno di 160mila euro. Impensabile trovare una cifra del genere (dopo quella sborsata quest'anno) alla luce anche dei tagli del Governo agli enti locali previsti dalla finanziaria-bis. Quindi niente Giro. Se ne riparlerà, forse, nel 2013, sempre che ci siano le condizioni. Cioè le risorse finanziarie. Fausto Bonsignori, vicepresidente della Provincia, da anni in contatto con la Rcs (la società che organizza il Giro) e colui che per due volte ha portato la carovana rosa in città negli ultimi anni (la prima volta nel 2006 con la partenza della Livorno-Sestri Levante, quindi il 10 maggio scorso con la Genova Quarto dei Mille-Livorno) è molto chiaro: «Il momento è quello che è. Non avevamo risorse sufficienti per chiedere un altro arrivo di tappa. Capisco che molti appassionati che attendevano il Giro da trent'anni siano rimasti delusi da come si è chiusa la frazione di quel famoso 10 maggio, ma stavolta non c'erano i presupposti. È stata un'edizione sfortunata anche se di grande effetto e affetto. Livorno ha fatto una splendida figura, stringendosi intorno al Giro per ricordare la morte di Weylandt, quel povero ragazzo belga. Del resto non avevamo dubbi, anche se non è stato facile gestire un avvenimento del genere quando tutto era pronto per una conclusione diversa». La Rcs ha comunque promesso che tornerà: «Con gli organizzatori abbiamo sempre avuto uno splendido rapporto - prosegue Bonsignori -. Anche quando il Giro arrivò nel 2008 a San Vincenzo i complimenti si sono sprecati. Come in quest'ultima occasione a Livorno. Angelo Zomegnan non è più alla guida della Rcs ma chi lo sostituisce (Michela Acquarone e Mauro Vegni, ndr) conosce chi siamo e come lavoriamo. Anche loro sanno che Livorno è in credito con il Giro e che qualcosa dovranno ridarci. Ricordo sempre le parole di Zomegnan: "Il Giro torna sempre dove si è trovato bene". La candidatura sarà riproposta a cominciare dal 2013 anche se non sarà facile vincere la concorrenza, sempre più agguerrita, e trovare le risorse adeguate. Ma il Giro è un avvenimento, una manifestazione, non solo sportiva, così importante da meritare qualche sacrificio economico. Vedremo. Io resto ottimista». A.D.N.
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