Gioco
I pugni in cielo di Del Guerra
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LA STORIA. Alfredo Del Guerra È scomparso uno dei pionieri del pugilato
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LIVORNO. Addio a Alfredo Del Guerra uno degli ultimi pionieri del pugilato labronico. Il 22 maggio scorso aveva compiuto 94 anni. A strapparlo all'affetto dei suoi cari, sabato scorso, i postumi di una banale caduta che, un annetto fa, aveva determinato la frattura del femore e l'aveva costretto prima su una sedia a rotelle e poi a deambulare con difficoltà. «Quando ormai pensavamo che il peggio fosse passato le sue condizioni si sono aggravate e in una ventina di giorni, nonostante la forte tempra e la voglia di vivere, è stato costretto alla resa», le parole addolorate della figlia Roberta. Lei, insieme al marito Roberto Tani, è titolare di un negozio di abbigliamento in piazza XX Settembre. «È stato un babbo splendido, tutto lavoro e famiglia. La passione per il pugilato non l'ha mai abbandonato fin agli ultimi giorni di vita. Non lo dico perché sono sua figlia ma perché è veramente così». Prima di andare in pensione Alfredo Del Guerra aveva lavorato per tanti anni al porto. Dal punto di vista pugilistico i ricordi di Del Guerra s'intrecciano, a filo doppio, con i primi vagiti del pugilato labronico a cavallo degli anni trenta e quaranta. «Mi parlava sempre dei tanti campioni di quel periodo. Uomini scolpiti nell'acciaio. Tra loro il grande Mario Lenzi, per lui quasi un mito. Un pugile che all'inizio degli anni trenta era riuscito a portare, per la prima volta a Livorno una corona tricolore in campo professionistico», aggiunge la signora Roberta. Anche Alfredo Del Guerra, prima di appendere i guantoni al chiodo, si era tolto tante belle soddisfazioni tra le allora dodici corde. La più bella, forse, il titolo tricolore a squadre vinto con la maglia della gloriosa e quasi neonata Apl, a Roma a spese dei padroni di casa del Lazio. Di quella splendida compagine capace di far sventolare alto il vessillo amaranto facevano parte, tra gli altri, pugili che poi avrebbero aggiunto pagine indelebili alla storia di questo sport versione "Quattro Mori". Tra loro il mitico Federico Cortonesi poi deceduto in Svizzera dopo un combattimento nel 1945. E poi Mannucchi, Amadori, Falleni, Lazzeri, Baldi, Marchesini e altri. A ricordare il grande Alfredo è anche l'amico di famiglia Stefano Salvadori, classe 1950, discreto pugile dilettante prima di dedicarsi con passione altri sport. In primis l'amata biciletta. «Ascoltare Alfredo era un piacere. Era un uomo semplice ed estroverso. Non mi stancavo mai di ascoltarlo. I suoi tanti aneddoti erano musica per i miei orecchi di giovane pugile. Mi raccontava di palestre improvvisate, in via Pellettier, del Leone, poi a ridosso del mercato e addirittura in una vecchia Chiesa semidiroccata in via Grande». Le spoglie di Alfredo Del Guerra riposano presso il cimitero della Purificazione.
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