Gioco
«Gioia dedicata ai nostri tifosi»
(al.ber.)
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BRACCIO E MENTE. A sinistra Dionisi lascia partire il destro che regala l1-0 al Livorno, a destra Novellino carica i suoi Novellino elogia tutti, Braglia invece è una furia
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LIVORNO. Gongola. Vuole assaporare ogni attimo di questa vittoria. Un gusto lungo come il suo nome: Walter Alfredo Lenin Novellino. «Già, vado proprio fiero dei miei ragazzi. tanti giovani che non hanno paura di nessuno». Un sorriso, l'indice puntato. «Prima però voglio ringraziare i tifosi. All'intervallo, quando siamo rientrati nello spogliatoio, ho visto qualche volto un po' imbronciato perché non riuscivamo a sbloccare la situazione. Allora ho detto a tutti di tenere presente l'entusiasmo col quale i tifosi ci hanno accolto e ci hanno sostenuto in quel primo tempo nonostante non fossero stati 45' super. Bisognava regalare una gioia alla nostra gente e ci siamo riusciti. Sono felice che si stia creando il giusto feeling tra noi e loro». È stata la giornata dei primi gol e della prima vittoria al Picchi. Soffrendo solo nel primo tempo. «È vero, perché loro stavano in dieci dietro la palla. Noi non abbiamo il classico giocatore che salta l'uomo, così ci abbiamo provato cercando di aggirare la loro difesa ma non è stato semplice. L'avanzamento di Genevier ha comunque dato buoni frutti». Buoni frutti come i cambi di Novellino: «Sennò che ci sto a fare...». Avanti con i singoli. Novellino parte a raffica. Il primo pensiero va a Paulinho: «Mi dispiace che non abbia segnato perché ha disputato una gran partita e meritava il gol. Ma arriverà presto, molto presto». Poi una carezza anche a Barone, partito dalla panchina ma a segno nel finale: «Un ottimo giocatore e un uomo eccezionale. L'ho visto io prima della partita andare da Remedi a spronarlo, a dargli consigli, è uno che nello spogliatoio si fa sentire». Splendida partita di Pieri e Genevier: «Esatto. Pieri sta alla grande, ma sapete che ho sempre creduto in lui, Genevier ha lasciato un gran segno sulla partita appena l'ho alzato un po'». Prima di farsi prendere dall'entusiasmo, Novellino tira il freno: «Ora cerchiamo di raggiungere prima possibile i 50 punti, così almeno la salvezza è sicura». Lo ferma un giornalista di Castellamare di Stabia: «Mister, non dica così. Se il Livorno si deve salvare, allora noi ci suicidiamo direttamente...». Novellino sogghigna: «Siete furbi voi napoletani, ma io sono più furbo di voi...». A proposito. A fine partita Piero Braglia, ex pisano, è una belva. Ci teneva da matti a far bella figura a Livorno, invece è stato preso a pallonate. E così vomita veleno contro i suoi giocatori: «Ora basta. Io i miei giocatori non li capisco più e non sopporto più il loro atteggiamento. Dopo aver preso il primo gol, siamo usciti dal campo. È come se avessero tutti fretta di tornare a casa, tanto ormai la partita era finita. Se sono preoccupato? Preoccupato è poco. A me di andare avanti in questo modo non mi sta bene».
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