Il Tirreno

Livorno

Ottanta voglia di rugby Il compleanno speciale del club biancoverde

Dario Serpan
<b>QUELLI DELLA PALLA OVALE. </b>Il gruppone degli atleti ieri a palazzo comunale
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QUELLI DELLA PALLA OVALE. Il gruppone degli atleti ieri a palazzo comunale

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 LIVORNO. «Il rugby è il miglior modo per tenere 30 energumeni lontano dal centro della città durante il fine settimana». Lo disse Oscar Wilde, lo ha ripetuto ieri Sergio Tobia, presidente biancoverde, durante la cerimonia in Comune per celebrare l'80º compleanno del Livorno Rugby. «Dal 1931 - continua Tobia - ne abbiamo avuti tanti anche a Livorno di facinorosi, ma abbiamo fatto strada grazie a un gioco che insegna a gestire la propria aggressività, confrontandola con l'avversario». Emozioni e ricordi, il presente e pure un pò di pepe durante il ricevimento in Palazzo comunale, dove l'assessore Walter Nebbiai ha fatto le veci del sindaco, e molta gente è accorsa ad omaggiare un compleanno davvero speciale perché, come ha ricordato il vice-presidente Fir Nino Saccà, «se si pensa che la Fir nacque nel 1928, possiamo includere il Livorno Rugby tra i soci fondatori di questo sport in Italia». Ottant'anni portati bene, perché c'è una squadra in serie A1, un movimento di oltre 250 tesserati e distribuiti su due impianti invidiabili come il Montano e il Maneo. C'è un passato fatto di 17 campionati di serie A e ben 155 giocatori livornesi serviti alla nazionale maggiore. Poi arriva l'intervento di Walter Nebbiai: «Festeggiamo 80 anni di storia di uno sport della nostra città, e una passione che ci consente ancora oggi di essere ai vertici con sacrifici. L'amministrazione è contenta e io porto il saluto ad una parte sana del nostro paese. Gli investimenti fatti dalla società dimostrano una visione positiva del futuro e noi, nonostante i problemi attuali, cercheremo di fare il possibile per sostenerla».  Non c'è Giancarlo Dondi: annunciato tra gli invitati d'onore, il presidente della Fir è stato sostituito dal vice e avvocato Nino Saccà, un livornese ex presidente biancoverde, alla metà degli anni'90 quando il Livorno galleggiava tra l'A2 e l'A1. Questo il pensiero dell'avvocato: «Il Rugby Livorno ha dato alla Fir giocatori, dirigenti e pure un grande presidente come Carlo Montano. E' una società molto radicata nel territorio, tant'è che Livorno è la seconda provincia d'Italia per il rapporto tra abitanti e tesserati Fir. Anche per questo abbiamo incluso il Rugby Livorno (unica in Toscana) nella lista delle 10 società italiane che avranno un centro di formazione. Per noi è un grosso riconoscimento, per Livorno una nuova responsabilità. Ringrazio tutti quelli che dal 1931 hanno affermato i valori unificanti del rugby, e sporcandosi le scarpe sul campo ogni giorno hanno contribuito a portare avanti questa realtà».  Il microfono passa a Sergio Tobia che parla davanti a una platea composta dalla squadra Seniores allenata da Diego Saccà, e poi personaggi e autorità. «Mi sento così piccolo di fronte al numero 80 - esordisce Tobia - ma per me è un onore essere presidente di questa società. Rappresento tutti quelli che mi hanno preceduto, con un caro saluto ad Orazio Malaguzzi, che ci ha lasciato di recente. A Livorno ci sono tante eccellenze, ma dobbiamo farle emergere e qui mi rivolgo al Comune: quando emerse il progetto Cittadella dello Sport, noi parlammo di Università dello Sport per Livorno, perché lo sport è oggi il mezzo per crescere all'insegna dei valori che questa società non è più in grado di trasmettere».  Finale con scambio di riconoscimenti, così Nebbiai consegna un attestato e il gagliardetto della città a Tobia, che in cambio dona al Comune e alla Fir una grafica realizzata dal maestro Antonio Vinciguerra. Poi tutti a festeggiare ai Salesiani, con la musica e le battute di Consalvo Noberini, e poi brindare ai prossimi 80 anni del Livorno Rugby con un sano boccale di birra, pensando a quel vecchio detto britannico che dice: «Dio ha inventato la birra per impedire agli avanti di conquistare il mondo».  

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