Gioco
«Io e quel patto con mister Novellino»
Dario Serpan
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20 ANNI. Lorenzo Remedi, classe 1991, tornato dopo una stagione in prestito in serie D al Pontedera La scalata di Lorenzo Remedi, dalla D al Livorno. «E ora sogno un gol»
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LIVORNO. Lorenzo Remedi da Viareggio sta vivendo un sogno. È un sogno iniziato in estate, quando il Livorno lo richiama dal Pontedera (serie D) per mandarlo in preparazione con Novellino. «Il patto iniziale - dice lui stesso - era quello di fare il ritiro e poi stare alle decisioni della società, che in accordo con il mister ha deciso di tenermi in rosa. Per una serie di coincidenze mi sono poi trovato a giocare prima in Coppa Italia e ora in campionato». Titolare a Varese, nell'ultima uscita che ha visto gli amaranto firmare un successo pesante e rompere l'imbattibilità interna dei lombardi, che durava da tre anni stecchiti. Ma che partita è stata secondo Remedi? «Il primo tempo si è giocato a ritmi bassi - ammette il centrocampista - ma io dal campo intuivo che c'erano i presupposti per fare risultato. Ci voleva un'occasione e, quando Paulinho ha giostrato al meglio una delle poche palle giocabili che ha ricevuto, è arrivato il gran gol di Andrea Luci». Poi scatta la girandola dei cambi e Remedi dà il cinque a Belinghieri. «Sinceramente non stavo facendo molto bene. A quel punto della partita il mister voleva più fraseggio in mezzo al campo e l'ingresso di Belinghieri ha dato maggior qualità alla squadra». Fatto sta che nei 3 punti acquisiti a Varese c'è anche lo zampino di questo giovane classe 1991, che ha fatto una lunga trafila nelle giovanili con le maglie di Empoli, Lucchese, Carrarese e Livorno, prima di collezionare 31 presenze e un secondo posto in D con il Pontedera. Ma la serie B è tutta un'altra cosa. Queste prime gare come ti hanno cambiato e in cosa devi migliorare? «Finora ho fatto progressi più sul lato tattico che tecnico, grazie ai consigli del mister. Questo è un calcio diverso e mi serve tempo per adattarmi, ma io sono un martellatore e non mollerò la presa. Devo migliorare sul piano delle finalizzazioni e, soprattutto, nel comportamento in campo, perché a ma piace aggredire e recuperare palloni, ma devo avere meno foga e prendere meno cartellini». Chi devi ringraziare per aver raggiunto la serie B? «Sono tante le persone ma se devo fare dei nomi dico mister Vitali, che mi ha allenato a Livorno in Primavera, e l'osservatore Frangioni». E tra i giocatori, invece, quali sono tuoi modelli e riferimenti attuali? «Il mio modello di giocatore è De Rossi. Dentro lo spogliatoio amaranto, invece, in particolare è Luci a starmi più vicino, ma il gruppo è valido e il mio rapporto buono con tutti». Volti nuovi al pezzo, ma al momento è storia vecchia per un Livorno bello in trasferta, fragile in casa. Qual è stato il tuo impatto con l'Armando Picchi? «Già con la Samp ho visto tanta gente, e poi anche con la Nocerina si è confermata una crescita di pubblico rispetto alla scorsa stagione. Mi ha fatto molto piacere soprattutto ricevere l'applauso a fine gara anche dopo il ko con i campani. Ora dobbiamo dare noi una risposta di continuità, per far crescere l'entusiasmo in città». Sabato debutterai in casa da titolare? «Speriamo, sarebbe bellissimo, e presto magari segnerò il mio primo gol».
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